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Daniele Parente: da play d'esperienza ad allenatore delle giovanili della Pallacanestro Trapani

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VASTO. E’ stato uno degli ospiti d’onore del Basket Camp questa estate e dopo l’avventura a Vasto con i ragazzini, Daniele Parente, allenerà il settore giovanile della Pallacanestro Trapani.
Non più giocatore, grande play d’esperienza, ma coach. Un cambio radicale non dovuto a problemi fisici ma una svolta di vita. Senza rimpianti. Di soddisfazioni, infatti, Daniele Parente se ne è tolte tante nella sua carriera. Anni di grande basket passando dal Basket Livorno alla Virtus Bologna, al Pesaro, alla New Basket Brindisi con cui ha conquistato una promozione in serie A proprio battendo Trapani, al PMS Torino per finire con il TReviso Basket. Convocato anche in Nazionale Under 22 nel 1998. Forte sempre nel rialzarsi anche dopo infortuni gravi come quello al tendine d’Achille l’anno dopo la promozione in serie A con la Virtus Bologna. Un anno e mezzo di stop forzato, Il rientro solo nel marzo 2006 con la Scavolini Pesaro che dopo il fallimento è costretta a ripartire dalla terza serie nazionale. Gioca alcuni scorci di partita nei play off e riesce a tornare in Legadue. Tanti successi per il forte play vastese che da bambino ha lasciato casa e amici per intraprendere la sua carriera e dare seguito al suo sogno, riuscendo a togliersi tante soddisfazioni.
Ora una nuova avventura quella da allenatore degli Under 15 a Trapani. Di Trapani è anche la moglie, la bella brava giornalista sportiva Stefania Renda. Un onore per lui, come racconta nelle pagine del sito ufficiale della squadra, andare ad allenare in una piazza prestigiosa come Trapani.  “Per fare l’allenatore bisogna stare concentrati a lungo. Fare tanto lavoro d’ufficio e ci si rilassa molto meno rispetto all’essere atleta. Ma questa nuova avventura mi affascina molto. Mia moglie è trapanese ma ho anche un ottimo rapporto con Julio Trovato e dopo una proficua chiacchierata ho accettato di buttarmi in questa nuova avventura. Mentalmente mi piacerebbe avere un gruppo con attitudine difensiva, ma ancor di più avere una squadra con identità. Dei ragazzi che si aiutino, che superino le difficoltà insieme e che diventino una cosa sola. Tecnicamente ognuno avrà le sue peculiarità e sarà unico. Il mio compito è quello di aiutare i miei ragazzi e fornire loro gli strumenti adatti a scegliere la loro strada. Vorrei dare una mano a tutti a mantenere la propria indole, calandola, però, all’interno di un gruppo, che è la cosa più importante e difficile. Allenare i ragazzi ti mette alla prova. Non puoi dare nulla per scontato come con gli adulti. In un certo senso, ti devi ricordare cosa si prova ad avere 16 anni. Tutto questo è molto formativo e stimolante. Spero che i ragazzi dopo quest’anno abbiano ancora più voglia di giocare a pallacanestro” spiega Daniele Parente.
A Daniele l’in bocca al lupo della redazione, degli amici di Vasto e dei suoi tifosi abruzzesi per questa nuova importante avventura nel mondo del basket.  Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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