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Luca Storto dal 2005 alla scoperta degli Stati Uniti d'America

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VASTO. L’avvocato vastese Luca Storto dal 2005, ogni anno raggiunge gli Stati Uniti alla scoperta di nuovi luoghi. Finora ha già visitato la California, il Nevada, lo stato di New York, Pennsylvania, Maryland, Ohio, solo per citarne alcuni. Viaggi che nel tempo gli hanno permesso di conoscere molta gente ed è riuscito addirittura ad incontrare un uomo di origini vastesi. Ma ascoltiamo come è nata la passione per l’America.

“Il mio primo viaggio negli Stati Uniti -racconta Luca Storto- è avvenuto nel 2005, fu quasi un’avventura, andai da solo e avevo voglia di vedere Los Angeles e la California. Con grande pentimento da parte mia, trascorsi solo due settimane, ma rimasi folgorato dal tutto. Decisi di tornare, perchè quell’anno feci amicizia con alcuni americani con i quali legai subito. In particolare, uno di loro, aveva origini vastesi,  due dei suoi nonni erano di Vasto e da qui erano emigrati per vivere negli Usa nei primi del 900. Quell’anno stesso decisi di trascorrere altre due settimane a cavallo delle festività natalizie, ma questa volta nella costa Est degli Usa, in quanto la persona che avevo conosciuto in California era tornata nel Maryland dove aveva la maggior parte dei suoi familiari (sorelle, figli e nipoti) e mi aveva invitato anche per portarmi a visitare altri luoghi dove non ero mai stato prima, come la vicina Washington DC e New York.

Fino a qualche anno fa ho viaggiato da solo, sempre una volta l’anno in estate, approfittando della chiusura del tribunale per 45 giorni. In questo modo ho potuto visitare più di 28 stati (nell’arco di meno di dieci anni) e la parte est del Canada.

L’ordine l’ho deciso di volta in volta, approfittando anche delle contingenze. Ad esempio, ora ho amici sia nella costa Est sia in quella Ovest, i quali fortunatamente mi invitano ogni anno a trascorrere almeno qualche giorno da ognuno di loro. In questo modo, approfittando anche dell’ospitalità altrui (che contraccambio ogni volta che loro vengono a Vasto a farmi visita e che utilizzano come campo base per girare l’Italia), riesco ad abbattere le spese per gli alberghi, riducendole al minimo. In linea di massima, adesso sto cercando di concentrarmi su alcune macro aree, ad esempio quando sono andato in California, ho visitato le zone desertiche, quelle delle grandi foreste millenarie di sequoie giganti, le grandi città da L.A. a San Francisco a San Diego, guidando in macchina nelle vicine Las Vegas e Grand Canyon.

Il desiderio di tornarci è legato a diversi fattori. All’inizio, avevo semplicemente voglia di avventura. Poi, ho cominciato seriamente a riflettere su eventuali opportunità di trasferirmi in pianta stabile in America. Diciamo che mi affascinavano il tipo di società americana, i rapporti tra le persone, la facilità di cambiamento, spostamento, di lavoro, di vita, di città, tutto più veloce e più semplice rispetto all’Italia, in altre parole, la spiccata libertà di movimento e sociale. Adesso, invece, avendo abbandonato ogni velleità di spostarmi a vivere in America (ho capito che in fondo non è lo stile di vita che fa per me e non è nemmeno il tipo di vita che desidero), me la godo ancora di più come turista. cerco posti nascosti, località poco frequentate. cerco pure di godermi la vacanza come farebbe un qualunque americano, ad esempio concludendo le mie ultime due settimane in florida e facendo solo mare e spiagge.

Il mio modo preferito di viaggiare all’interno degli State è in macchina. Un’estate ho guidato quasi 4.000 miglia. Partii da Baltimore, nel Maryland e scesi giù fino a Miami in Florida (feci tappa in una bellissima città della Georgia chiamata Savannah. Da Miami, poi, risalii tutta la Florida guidando verso ovest e raggiungendo New Orleans in Louisiana. Da li guidai verso nord fermandomi prima a Memphis in Tennessee e poi ancora più a Nord fino a Sant Louis, in Missouri. Da Saint Louis ho guidato nord ovest fino a raggiungere lo stato dell’Indiana e mi sono fermato a visitare il campus dell’università di Notre Dame uno dei più belli negli usa. Da li sono ripartito per andare ancora più a nord fino a Chicago, Illinois, sulle sponde del lago Michigan, e, poi, fino all’Ohio a Cincinnati. Dopo qualche giorno, sono ripartito fino a Pittsburgh in Pennsylvania a visitare due delle case realizzate da uno dei più famosi architetti americani di sempre, Frank Lloyd Wright, e di li giù a sud ovest fino a Lancaster e dintorni dove si trova la famosa Amish Country (quelli che vivono secondo la bibbia letteralmente, senza mezzi di locomozione tipo automobili e nemmeno le zip ai pantaloni solo bottoni), e finalmente a casa di nuovo a Baltimore per riprendere l’aereo e tornare in Italia.

Tra gli episodi particolari da ricordare,  tanti, ma forse uno dei più folkloristici è stato quando durante quel viaggio in auto appena detto. Mi trovavo nelle lande desolate del Missouri: intorno il nulla assoluto! Dopo tante miglia percorse finalmente troviamo una stazione di servizio con annessa diner (la nostra tavola calda/trattoria), entriamo dentro e come apro la porta, sui  banconi da bar tutti cromati con tre persone sedute a bere che si rigirano a guardarti da capo a piedi. Prendiamo un boot seduti sui divanetti in vinile rosso seduti uno di fronte l’altro col tavolino in mezzo per mangiare stile happy days,  arriva la cameriera.  Una signora di una certa età, vestita tutta di rosa e merletti bianchi. Ordiniamo hamburger e patatine -conclude- e mi guardo intorno e rimango folgorato: dietro il bancone del bar, c’erano tre poster giganti uno a fianco dell’altro: il primo era di Marylin seduta sui gradini con le calze a rete; il secondo dall’altro lato era quello di una Harley Davidson; il terzo al centro era Gesù Cristo che teneva in mano il suo cuore spinato e grondante di sangue. In quel momento, ho pensato: ecco, questa è l’America”.

poladadamo@vastoweb.com

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