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Giro d'Italia 2015: ancora una volta l'Abruzzo senza tappe. La protesta di alcuni appassionati

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VASTO. Presentato ieri il Giro d’Italia 2015. Dopo la tappa San Salvo-Pescara del 2013 e il digiuno del 2014, neanche l’anno 2015 vedrà l’Abruzzo protagonista della corsa rosa. Niente arrivi o partenze di tappa, solo un rapido passaggio nella zona dell’Alto Sangro (tra Forca d’Acero e Alfedena) nella tappa Fiuggi-Campitello Matese del 16 maggio 2015, di 188km.
Si partirà il 9 maggio con la tappa San Lorenzo al mare – Sanremo e si arriverà, girando l’Italia (compreso un piccolo sconfinamento in Svizzera) il 31 maggio a Milano, sede dell’Expo.
Tante le salite, tra cui il leggendario Mortirolo e il Colle delle Finestre, che sarà decisivo ai fini della classifica finale. Non mancheranno le occasioni per i velocisti, nè per le fughe e gli attacchi da lontano, con le salite a farla da padrone che siano ad inizio, a metà o a fine tappa. 
Il nostro, si sa, non è un paese pianeggiante, e il ciò rende il Giro d’Italia più duro e spettacolare.
Per quanto riguarda la nostra Regione, per il secondo anno consecutivo rimaniamo a bocca asciutta. Non sono poche le lamentele rivolte a Regione e Province dagli amanti del ciclismo o semplici appassionati del Giro. 
Giro d’Italia che oltre alla perfomance dei ciclisti sulle strade italiane appassionante, spesso al cardiopalma, porta con sè carovane di persone tra team, staff, medici, sicurezza, addetti stampa, familiari, amici, organizzatori e animatori. Questo significa anche pubblicità per le zone interessate dal Giro e boccata d’ossigeno per il turismo. Alberghi, strutture ricettive, locali pieni e promotori di iniziative legate proprio alle varie tappe del Giro, merchandising, visite ai musei e posti culturali, vera e propria vetrina per le città. 
“L’ultima tappa in terra abruzzese è stata la San Salvo-Pescara del 2013, tappa resa spettacolare dalla pioggia ma infarcita di polemiche, in particolare sulle scarse condizioni dell’asfalto che hanno addirittura costretto gli organizzatori a cambiare il percorso.
Ciò rappresenta un vero peccato per il nostro movimento, sia in termini di spettacolo visto che la nostra Regione è ricca di montagne che in termini economici.
Si spera che nei prossimi anni si possa tornare ad investire sulla corsa rosa, cancellando la pagina non perfetta e bellissima del 2013, inserendo, magari, le nostre leggendarie salite quali Campo Imperatore dove vinse Marco Pantani nel 1999 e quella del Blockhaus, inserita nel 2009 ma poi non effettuata con arrivo a Mammarosa per via della neve” spiega Denis Tarquinio, appassionato di ciclismo e più volte IronMan nelle competizioni pescaresi e austriache.  Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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