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Rete imprese Italia dice “no” al Tfr in busta paga e chiede intervento dei parlamentari locali

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CHIETI. Un deciso “no” alla possibilità paventata dal Governo di chiedere alle aziende l’anticipo mensile di parte del Tfr dei lavoratori in busta paga. Rete Imprese Italia della Provincia di Chieti, sigla che ingloba al suo interno le associazioni di categoria Confartigianato, Cna, Casartigiani, Confcommercio e Confesercenti, lancia un monito al Governo centrale attraverso le parole del presidente di turno, Francesco Angelozzi, presidente provinciale di Confartigianato Imprese Chieti. “In un momento storico del genere, caratterizzato dalla significativa contrazione del credito concesso dalle banche, è impossibile -afferma Angelozzi- chiedere alle imprese un altro sacrificio. Significherebbe mettere definitivamente in ginocchio il tessuto economico provinciale.” In provincia di Chieti, nel dettaglio, sono 8.563 le imprese con dipendenti. Di queste aziende, il 98,2% ha meno di 49 lavoratori a busta paga ad ulteriore riprova di come l’economia locale sia trainata dalla micro, piccola e media impresa. Sono invece complessivamente 66 mila 743 i dipendenti, calcoli alla mano, che hanno diritto al Tfr. “E’ chiaro -aggiunge Angelozzi- che l’anticipo del Tfr in busta paga sarebbe una spesa insostenibile per le imprese. Il Governo faccia un passo indietro e si ravveda subito”. In tal senso Rete Imprese Italia della Provincia di Chieti si appella anche ai parlamentari eletti sul territorio. “L’augurio è che facciano proprie le nostre istanze cercando di mediare -dice Angelozzi- con il Governo centrale affinché non si concretizzi un provvedimento del genere. In caso contrario faremo le barricate.”

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