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Dal rapporto SVIMEZ il 28% delle famiglie abruzzesi è sotto la soglia di povertà

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ROMA. Rilancio degli investimenti, una politica industriale nazionale specifica per il Sud, fiscalità di
compensazione, sono alcune delle proposte di policy che la SVIMEZ (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno)avanza nel Rapporto 2014 sull’economia del Mezzogiorno presentato nei giorni scorsi al Tempio di Adriano a Roma. Negli ultimi anni, si è privilegiato un approccio di politica economica attento solo al risanamento dei conti pubblici. Ma le condizioni e le sfida per la ripartenza del Paese possono trovare risposta solo nel campo dello sviluppo, presupposto di qualsiasi ipotesi di crescita. Ciò che serve, dopo diversi decenni, è tornare a riproporre con forza una “logica di sistema” sia dal punto di vista dei soggetti che dei territori, che richiede investimenti strategici anche a redditività differita e una progettazione a lungo termine.

Fiscalità di compensazione, rilancio degli investimenti ed esclusione del cofinanziamento
nazionale per le spese di investimenti dal computo del rapporto deficit/PIL – Secondo la
SVIMEZ va aperto un confronto in sede europea sulla base di tre proposte:

1) predisporre strumenti di fiscalità di compensazione da attuare in attesa di politiche fiscali più armoniche;

2) rilanciare gli investimenti pubblici e privati, guardando con attenzione ai nuovi stanziamenti previsti in sede europea;

3) escludere dal computo del rapporto deficit/PIL il cofinanziamento nazionale per le spese di investimenti. Secondo la SVIMEZ occorre una politica industriale nazionale adeguatamente articolata a livello territoriale e regionale, che torni ad essere componente centrale della politica di sviluppo e coesione, in cui siano privilegiate misure attive e fortemente selettive; sostegno alle grandi imprese attive nei comparti produttivi con importanti vantaggi competitivi.

Secondo la SVIMEZ occorre mettere in campo una strategia di sviluppo nazionale centrata sul Mezzogiorno, un’azione strutturale di medio-lungo periodo fondata su quattro drivers di sviluppo tra loro strettamente connessi in un piano di “primo intervento”: rigenerazione urbana, rilancio delle aree interne, creazione di una rete logistica in un’ottica mediterranea, valorizzazione del patrimonio culturale.

Il settore della rigenerazione e infrastrutturazione urbana e’ uno dei drivers decisivi per riprendere il cammino della crescita. Nelle città meridionali infatti si presentano in forma acuta tre aspetti critici della condizione urbana europea: tassi di disoccupazione piùelevati,espansione urbana incontrollata, dissesto idrogeologico. Pur essendo città costiere e portuali con ampi retroterra da valorizzare per migliorare l’attrattivita turistica, le città metropolitane del Mezzogiorno continuano a perdere popolazione e a non attrarre, a causa della mancanza di lavoro, popolazione.

Diventano luoghi dove aumentano le diseguaglianze di reddito e viene sempre di più meno la capacità di inclusione sociale. Promuovere la creazione di filiere energetiche locali strettamente integrate con il processo di riqualificazione, attraverso anche il coinvolgimento di capitali privati, sostenere una strategia di sviluppo della green economy che unisca il mantenimento degli ecosistemi fluviali, la valorizzazione turistica dei territori, la produzione di servizi agricoli ambientali.

La SVIMEZ ha inoltre individuato delle Aree Vaste specifiche nel Mezzogiorno: la Torrese-stabiese-nocerina, la catanese, l’Abruzzo meridionale, il basso Lazio, l’alto casertano, la pugliese, la piana di Sibari e del Metapontino, la Sardegna settentrionale e meridionale. Serve inoltre una riforma di legge strategica delle leggi per i porti e gli interporti così da mettere a sistema le due componenti del sistema logistico nazionale.

Un Sud a rischio desertificazione umana e industriale, dove si continua a emigrare (116mila
abitanti nel solo 2013), non fare figli (continuano nel 2013 a esserci più morti che nati),
impoverirsi (+40% di famiglie povere nell’ultimo anno) perché manca il lavoro (al Sud perso
l’80% dei posti di lavoro nazionali tra il primo trimestre del 2013 e del 2014); l’industria
continua a soffrire di più (-53% gli investimenti in cinque anni di crisi, -20% gli addetti); i consumi delle famiglie crollano di quasi il 13% in cinque anni; gli occupati arrivano a 5,8
milioni, il valore più basso dal 1977 e la disoccupazione corretta sarebbe del 31,5% invece che
il 19,7%.

 

Guardando agli anni della crisi, dal 2007 al 2013, tra le regioni del Mezzogiorno è l’Abruzzo a registrare nel periodo in questione un calo del prodotto relativamente più contenuto (oltre il -8%).

Nel 2013 nel Mezzogiorno la regione con il Pil pro capite più elevato è stata l’Abruzzo (21.845 euro). Al Sud le famiglie assolutamente povere sono cresciute oltre due volte e mezzo. Poverissimo il 28% delle famiglie abruzzesi.
A esporre alla povertà individui e famiglie concorrono sia la disoccupazione che i familiari a carico.

I numeri del rapporto

Pil 2013 (var. % rispetto all’anno precedente) -1,8
PIL 2013 (in milioni di euro correnti) 29.548,3
PIL pro capite (euro) 21.845,1
PIL pro capite (Italia=100) 85,8
Popolazione residente anagrafe (migliaia) 1.333,9
Popolazione residente (var. % 2000-2013) 0,4
Tasso di natalità (valori per 1.000 ab.) 8,2
Tasso di mortalità (valori per 1.000 ab.) 10,9
Saldo migratorio totale 2012 (migliaia di unità) -1,9
Speranza di vita alla nascita – maschi (numero medio di anni) 79,8
Speranza di vita alla nascita – femmine (numero medio di anni) 84,9
Export (milioni di euro) 6.734,2
Export (var. % 2012-2013) -2,4
Quota % delle esportazioni verso l’UE 27 (2013) 70,2

Mercato del lavoro
Occupazione (var. assoluta 2013 – migliaia di unità) -17,5
Occupazione (var. % 2012-2013) -3,4
Occupati 2013 (migliaia) 490,4
Tasso occupazione totale 54,8
Tasso occupazione maschile 68,4
Tasso occupazione femminile 44,2
Tasso di attività 2013 62,0
Cig totale attività manifatturiera (in migliaia di ore) 28.664
Tasso disoccupazione ufficiale 11,4
Tasso disoccupazione maschile 11,2
Tasso disoccupazione femminile 11,8
Tasso disoccupazione giovani entro 24 anni 37,7
Disoccupati (var. % 2012-2013) 2,7
Tasso di disoccupazione “corretta” (2013) 19,2
Giovani Neet 15-34 anni (migliaia) 73,9
Occupati residenti che lavorano al Centro-Nord o all’estero 23.759
Quota di emigranti in possesso di laurea (2012) 28,7
Distribuzione dei redditi, povertà, benessere
Percentuale di famiglie residenti che percepiscono meno di 6.000 €/anno 3,2
Percentuale di famiglie residenti che percepiscono meno di 12.000 €/anno 7,8
Percentuale di famiglie residenti monoreddito 51,2
Percentuale di famiglie con 3 o più familari a carico 8,6
Famiglie povere nel 2013 in % sul totale famiglie (povertà relativa) 15,5

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