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L'opinione di Luca Menichelli sul fenomeno delle scie chimiche

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VASTO. “Mi occupo del fenomeno da sette anni -sostiene Luca Menichelli, un lettore che vuole approfondire il discorso delle scie chimiche- analizzando il tutto in maniera scientifica e non limitandomi alla consultazione del Prof.  YouTube come sono soliti fare i vari complottisti che credono ad una bufala planetaria che non ha alcun fondamento sia scientifico che logico.  Uno dei primi problemi che hanno dovuto affrontare le aviazioni militari è stato la presenza delle scie di condensa.  A cosa serve volare alto se veniamo scoperti dalle scie?

Il problema non è stato risolto e in campo civile,  addirittura,  ha subito un sostanziale peggioramento sia per la differenza dei propulsori utilizzati,  sia per l’aumento del traffico causato dai voli low cost. Cercare di dimostrare le scie chimiche riproponendo la pappardell del trio 8000 mt,  – 40,  ur superiore a 60% denota un’assoluta mancanza di conoscenza della basilare fisica legata ai fenomeni di condensazione e dimostra la bravura nel fare i copia e incolla dai soliti siti pseudoscientifici.  Secondo queste teorie,  la nebbia non esisterebbe.  Non vorrei tediare i lettori con nozioni di fisica,  ma invito chiunque voglia approfondire la questione a chiudere il computer e tornare a leggere uno dei cari e buoni vecchi libri in cui si spiega cosa è la condensa,  cosa sono i nuclei di condensazione,  cosa è il punto di rugiada,  cosa è la saturazione igroscopica ambientale e solo dopo valutare o no la possibilità della non esistenza delle scie di condensa.  Aggiungo che esistono centinaia di testimonianze riguardo a scie di condensa nella storia,  sia sotto forma di libri di testo,  documenti storici,  addirittura opere d’arte “The battle of Britain di Paul Nash –  1941”.

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