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Confcommercio mette in guardia sul fenomeno della contraffazione commerciale

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VASTO. Confcommercio riempie palazzo D’Avalos con il convegno sulla legalità e mette in guardia associati e consumatori sul crescente fenomeno della contraffazione commerciale.
Sala gremita, relatori illustri e, soprattutto, tanti commercianti intenti ad ascoltare gli esiti di un’indagine a campione effettuata sul territorio provinciale. Successo di pubblico e di consensi per il convegno “Legalità, mi piace”, organizzato da Confcommercio Chieti a Vasto all’interno del palazzo D’Avalos gremito da oltre 150 persone. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto nazionale voluto da Confcommercio e denominato “Legalità, mi piace” che coinvolge 90 associazioni territoriali e oltre 30 mila imprenditori italiani del commercio, del turismo, dei servizi e dei trasporti. Ovvero i veri protagonisti della giornata di sensibilizzazione voluta da Confcommercio e a cui hanno partecipato il prefetto di Chieti, Fulvio Rocco de Marinis, il questore Felice La Gala, il comandante provinciale della Guardia di finanza, colonnello Vittorio Mario Di Sciullo, il comandante provinciale dei carabinieri, Luciano Calabrò e il tenente di polizia municipale di Vasto, Antonio Di Lena. Erano presenti, inoltre, il sindaco di Vasto Luciano Lapenna, il presidente del consiglio comunale di Vasto, Peppino Forte, l’assessore Lina Marchesani e una scolaresca dell’istituto statale Economico e Tecnologico di Vasto accompagnata dalle docenti D’Audizio e Scampoli. A fare gli onori di casa, Marisa Tiberio, presidente provinciale Confcommercio Chieti e Franco Scarano, coordinatore Confcommercio Vasto. I lavori del convegno si sono aperti con gli esiti dei questionari compilati in forma anonima da oltre un centinaio di associati Confcommercio sparsi  in provincia di Chieti. Le domande vertevano sulle tematiche della sicurezza dei territori in cui il commerciante di turno opera. Ebbene, è emerso che negli ultimi anni, in provincia di Chieti, il 32% dei commercianti ha subito almeno un reato, quelli più ricorrenti sono il taccheggio e il furto. Per il 95% degli intervistati la crisi economica è la causa principale del degrado sociale tant’è che i piccoli furti sono compiuti da persone con evidenti problemi economici (63%). La fiducia nelle azioni di contrasto alla criminalità della pubblica amministrazione e delle forze dell’ordine poi, negli anni, è scesa per il 50 % degli intervistati. L’80% degli interpellati da Confcommercio imputa alla mancata certezza della pena la causa principale della criminalità. Il 51% dei commercianti ha adottato misure importanti per cautelarsi dalla criminalità e ritiene adeguato un costo medio di 2000 euro per assicurazioni e sistemi di allarme e vigilanza. Il commerciante che non adotta le misure cautelari per la sicurezza della propria attività lo fa perché non riesce a sostenerne i costi che ci sono sul mercato. Il presidente Tiberio, invece, ha puntato il dito contro la piaga della contraffazione commerciale. “In questa giornata che abbiamo dedicato alla legalità, voglio concentrare la mia attenzione sul triste fenomeno del mercato del falso. La contraffazione non conosce crisi, al contrario del commercio regolare. E’ un danno grave per lo Stato- dice Tiberio- con 5 miliardi di mancate entrate, ed è un furto per le imprese, soprattutto per quelle che si vedono rubato il frutto di ricerca, talvolta di genialità. Contraffare un marchio è, dal punto di vista etico, un reato molto grave, anche se tendiamo a sottovalutarlo.” Un aspetto su cui il presidente provinciale di Confcommercio ha insistito molto lanciando un appello accorato alle istituzioni, alle aziende e agli stessi consumatori che rischiano pene e ammende salate in caso di acquisto di merce contraffatta. “Per questo occorre lavorare- chiosa Tiberio- sulla cultura della legalità così come stiamo facendo, da tempo, noi di Confcommercio”.

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