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Il Tar boccia l'abbattimento dell'antenna sul multipiano

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VASTO. “Il clima che si respira in città è pessimo e volge ad un ulteriore peggioramento: ambientale, politico, sociale, morale. La sentenza del Tar emessa in questi giorni, la 528 del 2014-spiega Ivo Menna Commissario Osservatorio Nazionale Amianto di Vasto- boccia e offende gli  oltre 2500 cittadini che nei mesi scorsi si sono rivoltati contro il sopruso e la illegale decisione di far installare una antenna, devastante per la salute dei residenti e non solo, su una opera pubblica interamente pagata dai vastesi di circa 4 milioni di euro, come parcheggio. Ha vinto il gestore della telefonia Ericcson e con lui il neo gestore e del parcheggio multipiano che ricevera’ una rendita economica da Ericcson, e corrispondera’ una modestissima somma al Comune di Vasto di 1000 euro al mese per trenta anni e più. Questo aspetto economico non prescinde da quello piu’ grave: I rischi per la salute che l’antenna con le sue emissioni provochera’ su residenti e cittadini su un raggio di 5 kilometri. I residenti da anni sono stati avvertiti, e ora sanno la verita’: gli interessi economici sono prevalenti rispetto alle malattie tumorali. Noi non entriamo nel merito della sentenza, gli avvocati discuteranno sul da farsi, ma accusiamo I responsabili politici e tutta la classe politica del governo cittadino attuale, e dei governi precedenti del centro destra che nulla hanno fatto per contrastare la proliferazione su tetti privati e su tetti pubblici di questi strumenti di morte silenziosa. Una accusa di incapacità, di inadeguatezza, di ignoranza ai vari assessori delegati all’Ambiente, e all’Urbanistica composta da  medici e avvocati. I quali nemmeno si sono accorti che sul tetto del comune giganteggiano 4 poderose antenne sulla testa dei dipendenti. Eppure il centro sinistra aveva mostrato grande attenzione ai problemi della salute e delle antenne nel periodo in cui governavano Tagliente e Pietrocola, con manifestazioni eclatanti. Per 8 lunghi anni le antenne, anziche’ diminuire sono creciute contrastando. Ebbene tutta la mobilitazione si è rivelata strumentale e demagogica di questi  signori, si e’ fermata e infranta di fronte ai colossi dei gestori della telefonia mobile le cui antenne  punteggiano la citta’ in ogni dove. Nessun piano regolatore delle antenne sono stati capaci di approntare e discutere con i gestori; nessuna misurazione e verifica per legge dei 4 volt metro; nessun vantaggio per la citta’ in termini di garanzie di salute. La sentenza del Tar ci dice che siamo di fronte ad un carrozzone politico burocratico clientelare occupato da personaggi politici funzionali al sistema degli affari. Dove sono annidati prevalenti interessi personali e di gruppo. Una amministrazione che prima autorizza l’antenna e poi, sottoposto a pressioni della opinione pubblica fa marcia indietro: ordina l’abbattimento del mostro e non esegue materialmente con i suoi operai la rimozione della stessa antenna. Un paradosso? Una contraddizione? No miei cari -continua Ivo Menna-  tutto perfettamente studiato a tavolino da chi sa che I cittadini contano meno di zero. L’assalto al patrimonio pubblico degli speculatori privati ha inizio con il governo di centro destra e trova il suo proseguimento con la farsa del centro sinistra. Tutti d’accordo come il livello nazionale dimostra: Renzi- Berlusconi- Alfano. I nuovo padroni della vita dei cittadini, ovvero i gestori della telefonia mobile non possono perdere e non possono essere processati in tempi in cui il governo abbatte I diritti dei lavoratori e dei cittadini, elimina l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, calpesta la Costituzione all’art. 32 (tutela della salute come diritto fondamentale del cittadino). D’altra parte eventi recenti dei casi di processi clamorosi come la Thyessen group dove bruciarono sette operai, il caso del processo Amianto di Torino migliai di morti per tumori,  la Discarica di Bussi -falde acquifere inquinate-, le centinaia  di decessi a Marlane nelle fabbriche di tessuti, i morti della terra dei fuochi in Campania ci dicono che i padroni vengono assolti e i morti se li piangeranno i parenti. Il motto del PD, da Renzi all’ultimo degli uscieri è: il progresso  non si puo’ fermare, la crescita non si puo’ arrestare. 
Su questa questione vorremmo che si pronunciassero i parlamentari di Vasto : Maria Amato parlamentare e medico PD; Gianluca Castaldi M5S; gia’ chiamati in causa nel 2013; Daniela Aiuto parlamentare europeo; Mario Olivieri consigliere regionale e veterinario; Pietro Smargiassi consigliere regionale M5S; il presidente della Regione PD Luciano D’Alfonso. Ma noi siamo certi che resteranno muti!”.

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