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Gestione dei rifiuti: problemi e disagi. Intervento di Antonio Parisi

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Io sottoscritto Antonio Parisi, presidente p.t. dell’Associazione “Radio CB Histonium- Linea Diretta SOS” diramo il seguente comunicato stampa:

 

circa 3 mesi fa, a seguito di numerose lamentele da parte dei cittadini vastesi, la Ns. Associazione ha incaricato l’Avv. Aurora Mancini, legale del Foro di Vasto iscritto all’Associazione dal 2009, di scrivere un esposto-denuncia e di inoltrarlo alla Polizia Provinciale ma poiché, purtroppo, ancora nulla è accaduto sinora e nessuno pare avere ancora verificate la veridicità e la fondatezza delle lamentele, stanti anche la complessità e la gravità delle prospettate situazioni, l’Associazione ha poi ritenuto opportuno rivolgersi alla Polizia Municipale di Vasto che, con una gesitione celere di dominio del territorio meglio e prima di altri pensavo potesse accertare la realtà.

Infatti il mio esposto-denuncia è stato ricevuto da tre Tenenti, Ufficiali di PG in forze presso il Comando Polizia Municipale di Vasto.  

Il 25.6.14 la Giunta Comunale di Vasto con delibera 185 approvava convenzione con la Onlus “Baschi Azzurri” per l’avvio a smaltimento di rifiuti.

2 giorni dopo è stata stipulata la convenzione.

Il 24.9.14 la Giunta Comunale presieduta dal Vice Sindaco, stante l’assenza del Sindaco, apportava modifiche ed integrazioni alla deliberata convenzione ulteriormente precisando con deliberazione n.281 immediatamente eseguibile che l’Associazione Baschi Azzurri effettuerà il servizio di raccolta rifiuti abbandonati nel territorio comunale concentrandoli presso il deposito temporaneo messo a disposizione dal Comune di Vasto.

Sul sito internet della Onlus Baschi Azzurri appare l’elenco dei mezzi a loro disposizione e nessuno di questi sembra adeguato al trasporto rifiuti ed appaiono pure le convenzioni con ditte che recepiscano pneumatici e batterie per le automobili.

Ho ritenuto doveroso far verificare se questi rifiuti siano o meno pericolosi e se possono essere tranquillamente maneggiati da profani.

Oltretutto dovrebbe essere dovere di trasparenza del Comune informare i cittadini e chiarire quali siano i depositi temporanei di rifiuti e dove siano ubicati, da chi siano gestiti e secondo quali normative sanitarie e relativi regimi autorizzatori.

Ma la cosa più allarmante è comprendere per quale motivo la Giunta abbia deciso di conferire degli incarichi così delicati, complicati e pericolosi ad una Onlus formata da ragazzi che fanno del volontariato invece che stipulare convenzioni con apposite ditte specializzate, e tanto non solo in relazione al regime economico e di spesa ma soprattutto per comprendere quali assicurazioni li stanno tutelando e chi risponde in caso di sinistri di qualunque genere.

Ma non è finita.

A Vasto in via S. Rocco, dietro l’ex deposito della “Fioroni”, molti cittadini hanno evidenziato uno strano movimento di mezzi e ci sarebbe pure un pericoloso lago di liquami.

Questi movimenti avverrebbero sul terreno di cui al Foglio 21 part.323 del Catasto Terreni del Comune di Vasto, un terreno che avrebbe quale destinazione d’uso l’attività agricola e pare che siano ivi esistenti  persino dei manufatti che non sono presenti in mappa.

Questo potrebbe essere proprio un deposito temporaneo di rifiuti gestito dai baschi azzurri o da altri e bisognerebbe capire chi ne paga le utenze (forse il Comune?), quali sono appunto i regimi autorizzatori, quali sono le norme sanitarie applicate, quelle anti-incendio e quelle di sicurezza etc. etc.

Ovviamente è necessario capire che ne è il proprietario e chi lo gestisce ed in ragione di quale contratto.

Invece, per la raccolta differenziata, e per l’applicazione del relativo regime fiscale, pare sia requisito necessario l’esistenza di una piazzola ecologica, dove i cittadini possano conferire direttamente i rifiuti risparmiando anche parecchi soldi dalle pesanti imposte inflitte loro.

Sinora nessuna piazzola ecologica pare essere stata indicata dal Comune di Vasto.

Eppure Vasto ha una specifica regolamentazione, perché la Giunta Comunale con deliberazione n.372 del 17.9.08 ha attivato il piano di raccolta differenziata domiciliare e riciclaggio RSU e già prima, il 7.3.08  con deliberazione di C.C. n.6 è stato portato all’attenzione dell’Assise Civica il “Piano Industriale di Raccolta Integrata dei Rifiuti nella Città del Vasto” e su internet è facilmente reperibile il “Regolamento Gestione Rifiuti Civili Urbani” della Città del Vasto.

Eppure sul Centro del 28.11.14 nell’articolo intitolato “I Baschi Azzurri Annessi Al Comune” l’assessore Marco Marra ha dichiarato che i volontari dell’associazione baschi azzurri non conferiscono rifiuti in discarica ma li differenziano e li portano in un sito di stoccaggio temporaneo da dove vengono prelevati a e portati a destinazione dalla Pulchra. Ovviamente non ha chiarito quale fosse la destinazione, ma parrebbe logico pensare che il sito di cui l’assessore parla sia proprio quello oggetto dell’esposto-denuncia della Associazione di Protezione Civile Radio CB Histonium.

Ulteriore gravissimo problema è che a fronte di richieste di immediate verifiche, controlli, comunicazioni al Procuratore della Repubblica, da tre mesi ad oggi nessun feed-back è mai provenuto né dalla polizia provinciale, né da quella municipale di Vasto, pare che i due esposti siano caduti nel vuoto: eppure proprio all’inizio di Dicembre è stato reso noto che con la sentenza nella causa C-196/13 Commissione /Italia, la Corte di Giustizia Europea ha condannato l’Italia al pagamento della somma forfetaria di €40 milioni oltre ad una penalità di €42.800.000,00 per ogni semestre di ritardo nell’attuazione delle misure necessarie perché già dal 2007 una sentenza aveva dichiarato il nostro paese per essere venuto meno in modo generale e persistente agli obblighi relativi alla gestione dei rifiuti stabiliti dalle direttive relative ai rifiuti, ai rifiuti pericolosi e alle discariche dei rifiuti. La Corte tra la conclusione che l’obbligo di recuperare i rifiuti o di smaltirli senza pericolo per l’uomo o per l’ambiente nonché quello per il detentore o di consegnarli ad un raccoglitore che effettui le misure di smaltimento o di recupero di rifiuti o di provvedere egli stesso a tali operazioni, sono stati violati in modo persistente. L’Italia è stata condannata perché non ha assicurato la cessazione effettiva delle operazioni realizzate in assenza di autorizzazione. Non ha neppure provveduto ad una catalogazione ed ad una identificazione esaustive di ciascuno dei rifiuti pericolosi sversati nelle discariche etc .

E con tutti questi pericoli è opportuno che si verifichi in fretta come la materia viene gestita a Vasto, perché i cittadini hanno ragione: sui rifiuti non si fanno solo affari da milioni di Euro ma si tratta anche di tutelare la salute di tutti. Se nessuno risponde, chi controlla chi tutela la nostra salute?  

 

 

 

 

   

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