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"La rete nei reati. Criminalità informatica e responsabilità civile"

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PESCARA. Accanto alla diffusione commerciale dei c.d. “personal computers” o sistemi informatici per uso privato, degli smartphone e iphone dalla fine degli anni ’80 in poi, si è accompagnato un sempre più crescente sviluppo delle reti informatiche e telematiche, che ha visto l’apice con la propagazione a livello mondiale della rete Internet, che ha prodotto e sta tuttora producendo enormi cambiamenti nelle dinamiche dei rapporti umani a livello tecnologico, culturale, sociale e giuridico.
Allo stesso tempo conseguenza dell’evoluzione di tale tecnologie è stata la nascita e la proliferazione di molte e nuove forme di reato e di aggressione criminosa.
Il crimine informatico abbraccia un ampio ventaglio di attività suddivise in due categorie: 1) l’utilizzo della tecnologia informatica per compiere l’abuso. Rientrano in questo caso l’infezione da virus, lo spam, il Malware (malicious software). 2) l’utilizzo dell’elaboratore nella realizzazione del fatto. In questo caso di parla di Cyberstalking, frode e falsa identità, information warfare e phishing.
A tal proposito interessante il convegno organizzato dall’Aiga (associazione Italiana Giovani Avvocati) “La rete nei reati. Criminalità informatica e responsabilità civile”- L’incontro formativo e in cui ci si potrà confrontare su tantissimi temi a riguardo, si terrà il 13 febbraio dalle 15.30 alle 19.20 presso il Tribunale di pescara, Aula Alessandrini.
Interverranno il dott. Angelo Mariano Bozza (presidente Sezione Civile del Tribunale di Pescara), l’avvocato Donato Di Campli (Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pescara), l’avvocato Marco Alessandrini (Sindaco di Pescara), la dottoressa Anna Rita Mantini (Sostituto Procuratore presso la Procura di Pescara). Introdurrà ai lavori l’avvocato Bronislava De Lellis (Segretatio Sezione AIGA di Pescara).  Interventi e relazioni della dottoressa Elisabetta Narciso (Dirigente Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo),, il dottr Alessandro Clementi (Ispettore responsabile Sezione Computer crime), l’avvocato Sandro Di Minco (Prof. “J. Monnet” Diritto dell’UE e protezione dati personali. La chiusura è affidata al dottor Alessandro Sigismondi (Consulente informatico ed Esperto di Sicurezza), all’avvocato Simone Gallo (Consigliere Sezione AIGA di Pescara) e al professor Guido Saraceni (Docente di Informatica Giuridica presso l’Università degli Studi di Teramo). Moderatore l’avvocato Pietro Paolo Ferrara (Presidente Sezione AIGA di Pescara). L’evento vale anche come accreditamento.
Per approfondire: Spam: L’inatteso invio di email per fini commerciali è illegale, ma mentre le leggi anti-spam sono relativamente nuove, le comunicazioni inattese esistono da lungo tempo. Spammare significa anche il necropost di un articolo su un forum oppure l’invio ripetuto di messaggi, a volte indesiderati. Frode: La frode informatica è associata alla frode “tradizionale” con la differenza che è realizzata per mezzo di uno strumento informatico. La legge 547 del 1993 aggiunge al Codice Penale l’art. 640-ter per punire chiunque cerchi di ottenere un arricchimento interferendo abusivamente nell’elaborazione dei dati. Non è identificato come frode informatica l’indebito utilizzo di carte di pagamento magnetiche che è invece disciplinato dall’art. 55 del decreto legislativo 231 del 21 novembre 2007. Altri reati previsti sono:
La falsificazione di documenti informatici. I documenti informatici sono equiparati a tutti gli effetti ai documenti tradizionali e l’art. 491-bis c.p. prevede l’applicabilità delle disposizioni sulla falsità in atti pubblici e privati. La falsificazione in comunicazioni informatiche ricalca invece il delitto di falsità in scrittura privata (art. 485 c.p.). Le aggressioni all’integrità dei dati. La legge 547 del 1993 amplia le precedenti disposizioni in materia e integra al Codice Penale l’art. 635-bis sul danneggiamento dei sistemi informatici e telematici, l’art. 615-quinquies sulla diffusione di virus e malware, l’art. 392 sulla violenza sulle cose (a tal proposito la legge 547 del 1993 precisa le situazioni dove le aggressioni riguardano beni informatici) ed infine l’art. 420 sul reato di attentato ad impianti di pubblica utilità. Forse l’unico caso giudiziario di diffusione di virus per cui si è celebrato un dibattimento (sia in primo grado, sia in appello) è quello deciso dal Tribunale penale di Bologna con la sentenza 1823/05 (la cui decisione è stata parzialmente ribaltata in appello) a proposito del “Caso Vjierika”. Le aggressioni alla riservatezza dei dati e delle comunicazioni informatiche. Riguardo alle forme di intrusione nella sfera privata altrui si incriminano l’accesso abusivo ad un sistema informatico o telematico (art. 615-ter c.p.), la detenzione o diffusione abusiva di codici di accesso (art. 615-quater c.p.) e la rivelazione del contenuto di documenti segreti (art. 621 c.p.), includendo i documenti protetti contenuti su supporti informatici. Contenuti sensibili: I contenuti dei siti o altre comunicazioni elettroniche possono essere disattese, oscene od offensive per molte persone, ma non sempre sono illegali. Oltre venticinque paesi pongono dei severi limiti al riguardo comprese le regole per l’emarginazione di utenti che rispondono ai crimini d’odio, alla blasfemia, alla sovversione politica, alla corruzione di minorenni, all’induzione della prostituzione.
La possibilità che queste comunicazioni si diffondano variano da paese a paese e anche all’interno di ogni nazione. Si tratta di un settore dove i Tribunali internazionali possono essere coinvolti per decidere sulle questioni che concernono culture, tradizioni e religioni differenti. Molestie: Mentre alcuni contenuti possono offendere in maniera indiretta, le molestie informatiche possono colpire la sensibilità di chiunque quali commenti sul genere, etnia, religione e orientamento sessuale. Spesso si verificano nelle chat, nei newsgroup, nelle conferenze virtuali, ecc.
Circa le aggressioni alle comunicazioni informatiche è ampliato il concetto di corrispondenza contenuto nel quarto comma dell’art. 616 c.p. che ingloba anche la corrispondenza informatica e telematica e punisce l’intercettazione e l’interruzione di comunicazioni informatiche (art. 617-quater c.p.) e l’installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire comunicazioni informatiche (art. 617-quinquies), qualora tali condotte non siano esplicitamente autorizzate.
La legge 48/08 che recepisce la Convenzione di Budapest sul crimine informatico ha modificato il codice penale e quello di procedura penale riconoscendo implicitamente il ruolo dell’informatica forense nel processo penale. Spaccio di sostanze illecite: I trafficanti di droga stanno ottenendo vantaggi economici tramite messaggi criptati e altre tecnologie virtuali. Gli acquirenti frequentano determinati locali come, ad es., i coffee shop o i milk bar utilizzando siti web finti allo scopo di individuare intere partite di pillole e quantità di anfetamine in chat room.
L’aumento dello spaccio via internet potrebbe essere attribuito alla carenza di comunicazioni dirette in modo da stimolare qualsiasi persona ad acquistare la droga. Gli effetti che sono spesso associati allo spaccio di droga, infatti, sono minimizzati e filtrati dai processi che intervengono dall’interazione virtuale.
Terrorismo: Agenti governativi e di sicurezza hanno registrato un sensibile incremento dei problemi virtuali sin dal 2001. Ma c’è una buona parte di coloro che ritengono le intrusioni come parte di un disegno terroristico più grande.
Un terrorista informatico, quindi, è un individuo o un gruppo di soggetti che, tramite l’attacco informatico, la rete o l’acquisizione segreta di informazioni, ricatta o pone in pericolo un governo o un’azienda al fine di ottenere qualcosa in contropartita per raggiungere i propri fini criminali.
Ad es., una innocente propaganda su internet su una fantomatica bomba che esploderà durante un evento o un periodo di tempo, può essere considerato alla stregua di terrorismo informatico. Allo stesso modo, ci sono delle attività illegali dirette verso individui, famiglie, organizzazioni, che tendono a causare panico tra la gente, squilibrare rapporti di forza, raccogliere informazioni rilevanti per la salute della popolazione ed altri simili sconvolgimenti.
L’estorsione informatica, in particolare, è una forma di terrorismo informatico nella quale un sito, un’email o un server è soggetto a ripetuti attacchi da parte di hackers al fine di ottenere denaro. Seguendo l’FBI, l’estorsione informatica è in aumento nei confronti di aziende e servizi privati, nella media di venti casi al mese, che si trovano costretti a sborsare milioni di dollari pena l’irrimediabile perdita di tutti i propri dati e sistemi informatici.
Diritto d’autore: Nei casi di pirateria informatica, è punita l’appropriazione indebita dell’idea originale. Gli oggetti che si intende tutelare sono di diversi tipi.
Le topografie. Con qualche anno di ritardo rispetto ai termini previsti dalla direttiva europea, la legge 70 del 21 febbraio 1989 tutela le topografie di prodotti a semiconduttori ovvero i tracciati incisi sulle piastrine di silicio. A tal proposito non sono previste sanzioni penali per le violazioni dei diritti nonostante la Raccomandazione del 13 settembre 1989 del Consiglio d’Europa le preveda. I software. Con la modifica della legge 633 del 22 aprile 1941 sul diritto d’autore, i programmi per elaboratore vengono inclusi tra le opere di ingegno. In seguito alla Direttiva CEE del 14 maggio 1991 recepita dal Dlgs 518 del 29 dicembre 1992, si vuole prevenire la duplicazione e la vendita dei programmi a fine di lucro (art. 171-bis 1.a.). La sanzione pecuniaria prevista è successivamente aggravata dal Dlgs 205 del 15 marzo 1996. I database. Il Dlgs 169 del 6 maggio 1999 riconosce i diritti di esclusiva al creatore del database (artt 64-quinquies e sexies) e il diritto di tutela al “costitutore” del database, ovvero a colui che effettua investimenti in termini di tempo e denaro per raccogliere e inserire materiale nel database, con il fine di salvaguardare il valore patrimoniale dell’investimento. Le opere fonografiche e videografiche. Gli abusi di duplicazione e distribuzione vengono disciplinati dalla legge 406 del 29 luglio 1981, mentre le opere cinematografiche destinate al circuito cinematografico e televisivo sono tutelate dalla legge 400 del 20 luglio 1985. Le modifiche hardware a consolle per videogiochi sono state fatte rientrare, dalla giurisprudenza, nell’ambito della tutela del diritto d’autore. In giurisprudenza è ancora aperto il dibattito sulla legittimità dei modchip, da quando il Tribunale penale di Bolzano, con la sentenza 20 dicembre 2005[19], li ritenne legali, ma altri tribunali si dimostrarono di avviso contrario.
Guerre informatiche:Il Department of Defense americano evidenzia che il crimine informatico ha assunto forme che coinvolgono le strategie di politica globale. Nel 2007 si sono verificati degli attacchi contro il sistema informatico dell’Estonia da parte di hackers di origine russa. Analogamente nel 2008 la Russia ha denunciato attacchi da parte dei terroristi ceceni. Nel timore che questi attacchi possano prefigura l’estensione del conflitto di più ampia portata, le forze di spionaggio militare si sono da tempo attivate per predisporre strategie tese ad individuare i campanelli di allarme e prevenire conflitti in futuro. (Approfondimento Wikipedia) Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)

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