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D'Alessandro scrive al Procuratore: "Si azzeri la distanza tra Palazzo di Giustizia e Palazzo di Città"

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VASTO. “Caro Procuratore, avevo già anticipato nell’ultimo Consiglio Comunale che le avrei scritto una lettera aperta senza egregio e senza esimio, non per mancarle di rispetto ma perché il mio maestro mi insegnò a scrivere evitando di ricorrere a formalità retoriche e a esprimermi in modo diretto, chiaro e preciso. Ojetti invitò Montanelli a farsi capire anche dal lattaio dietro l’angolo. Oggi i lattai non ci sono più, ma coloro che scrivono male ci sono ancora; anzi, ahimé, sono la maggioranza. Le scrivo per manifestarle la delusione e la mortificazione di chi in questi anni, i peggiori anni della nostra vita, si è impegnato politicamente perché candidato, votato con la preferenza ed eletto; perché investito di esercitare, nel ruolo di oppositore, in un clima inciucista e consociativo, l’attività di pungolo, di controllo e, ove necessario, di denuncia. Trovandomi al cospetto di una pessima Amministrazione, le occasioni di protesta, anche eclatanti, e di denuncia non sono mancate. Purtroppo, ho registrato una sorta di distanza, per non dire lontananza, da parte del potere giudiziario. Ho presentato, circa un anno fa, un esposto perché il Direttore artistico del Teatro Rossetti, regolarmente pagato dall’Ente, ha emesso e riscosso per anni fatture per 25 mila euro per noleggiare sue attrezzature al Teatro da lui diretto. È nornale? È legale? Non ho avuto alcuna risposta. Il Direttore, pochi mesi fa, è stato prima escluso dal Bando per la nuova nomina, poi riammesso, grazie a una sentenza del Tar che ha sconfessato l’operato dell’Ente, infine proclamato vincitore, dopo aver ottenuto persino un vergognoso documento di sostegno da parte del Pd, il partito di maggioranza relativa, il partito del Sindaco. L’Amministrazione Lapenna ha difeso con forza la trasparenza del Bando, salvo evitare di opporre ricorso al Consiglio di Stato. Ha avuto paura di vincere? È normale? È legale? Non ho avuto alcuna risposta. Ho scritto più volte (esiste ancora la notitia criminis?) di un Parcheggio Multipiano “regalato” a 1.000 euro al mese per 30 anni a un imprenditore. La struttura, oggi arricchita anche di un’antenna di telefonia mobile, non risulta accatastata come, del resto, altri siti della città. Una parte del terreno espropriato non risulta neppure pagato. È normale? È legale? I cittadini sono costretti giustamente ad accatastare e il Comune non accatasta? L’Amministrazione Lapenna, quanto a patrimonio pubblico, non sa mai dirci con esattezza che cosa possiede. Rilievi critici sono stati mossi in tal senso anche dalla Corte dei conti. Inoltre, quante strutture pubbliche, frequentate quotidianamente da cittadini ignari, sono a norma con le autorizzazioni dei Vigili del fuoco? Il Corpo di Polizia municipale, non quattro facinorosi, alcuni mesi fa, si è recato compatto, in una giornata di sciopero, sotto le finestre del Comune per urlare al primo cittadino: “Lapenna, vattene a casa, ma prima ripristina la legalità!”. Oggi il Diccap chiede l’annullamento del Bando per la nomina del nuovo Comandante, perché non rispetterebbe la legge. Invece di prendere in esame la gerarchia interna e il possesso della laurea, si richiedono non meglio precisati requisiti culturali che saranno valutati con ampia discrezionalità da un Dirigente tuttofare. Chi deve vincere non è laureato? A proposito di Bandi, in città ormai mi chiamano il Profeta. Sa perché? Perché indovino i vincitori, e li comunico alla stampa, non al notaio, con mesi di anticipo. Ma non sono un profeta, poiché con le partite di calcio non indovino mai. È con l’Amministrazione Lapenna che non sbaglio un colpo. Troppo facile. L’11 novembre scorso ho inviato un’email alla stampa con i nomi dei vincitori delle nuove Posizioni organizzative in seno al Comune. A gennaio sono stati ufficializzati i nomi. Puntualmente, non ho sbagliato un colpo. Ho fatto anche il nome del nuovo Comandante dei Vigili urbani. Aspetto l’ufficialità. Questa è un’Amministrazione che esordì, nel lontano 2006, con il Sindaco fedele copiatore, parola per parola, del discorso d’insediamento del collega di San Benedetto del Tronto, esponendo le Istituzioni a una colossale brutta figura di risonanza nazionale. Lapenna meritò immediatamente l’appellativo di “imbroglioncello”. Questa è un’Amministrazione che per mesi ha negato ai consiglieri di minoranza l’Elenco delle posizioni debitorie dell’Ente invocando comicamente il rispetto della Privacy. Quando la Commissione del Consiglio dei Ministri le ha imposto di mettere lo stesso a nostra disposizione, abbiamo scoperto che il Comune di Vasto, fino al 31 dicembre 2012, vanta crediti per 5 milioni di euro. A fine 2014, senza trascurare i mancati pagamenti sugli oneri di urbanizzazione, potrebbero essere ragionevolmente più di 7. Posso avere il sospetto che se l’Ente non fa nulla per esigere quei crediti, i debitori mai cercati potrebbero trasformarsi in grandi sostenitori e, soprattutto, grandi elettori di chi non li ha cercati? Intanto, i cittadini che pagano i tributi continuano a essere tassati a più non posso. Questa è un’Amministrazione che spende un quarto del proprio bilancio per la raccolta dei rifiuti, oltre 7 milioni di euro annui nelle casse di Pulchra e Civeta. Lei accetterebbe la decurtazione di un quarto del suo stipendio per pagare la bolletta dell’immondizia? Questa è un’Amministrazione che ha buttato 600 mila euro per realizzare una Pista ciclabile mai inaugurata, già fatiscente e da rifare. Sa quanto è stato speso per pagare un video sulla Pista stessa? 40 mila euro! Uno sperpero di denaro pubblico senza precedenti. Questa è un’Amministrazione che assiste al crollo della città (ultima, clamorosa evidenza il muro che si sbriciola sotto Palazzo d’Avalos) senza battere ciglio. Vogliamo, come consiglieri di minoranza, che siano individuate le responsabilità, poiché non può essere sempre colpa delle calamità naturali. Ma vogliamo anche che la città, al di là delle pur gravissime questioni di natura amministrativa, ritrovi la serenità che merita. La criminalità, come ha potuto sperimentare dai primi giorni del suo insediamento, non arretra, ma avanza a grandi passi. C’è stato chi, l’anno scorso, strumentalmente, cavalcando la paura dei cittadini, ha ipotizzato persino l’uso delle ronde, delle sentinelle della legalità, ma legalità e criminalità sono parole troppo serie per essere lasciate nelle mani dei bontemponi. Qui, ovviamente, termina il lavoro di un consigliere comunale. Di più non può. Non ne ha il potere. Ciò non toglie che io svolga questo lavoro con passione politica, verve polemica e ardore. L’ardore, come il coraggio, chi non l’ha non se lo può dare. Ritengo che la provocazione, fatta e ricevuta, sia il sale dell’intelligenza. Le tante lettere anonime ricevute in questi anni, minacce di morte incluse, sono state tutte cestinate. Per non arrecare inutile disturbo a chi ha cose più importanti da fare e perché non mi avrebbero comunque fermato né mi fermeranno. Così come non possono fermarmi né mi fermeranno la protervia, la sopraffazione e l’arroganza di una compagine amministrativa scadente, pasticciona e inconcludente. Il mio augurio è che il suo lavoro possa dare al più presto i frutti sperati. Questa lettera è aperta poiché non pretende alcuna risposta. L’unica risposta che attendo è che la distanza tra giustizia e politica, tra Palazzo di Giustizia e Palazzo di Città si trasformi in vicinanza, nel rispetto scontato delle reciproche prerogative. Caro Procuratore, un giorno chiesero a Lacan: “Maestro, come dobbiamo prendere questa sua lettera?”. Il grande psicoanalista, principe della provocazione, rispose: “Alla lettera”. Ecco, spero che lei possa prendere questa mia lettera alla lettera.
Cordiali saluti
Davide D’Alessandro Consigliere comunale indipendente”. redazione@vastoweb.com

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