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Giallo del Muro delle lame: la vittima non ha segni di violenza

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VASTO – Il corpo di Emiliani Marraffini, 37 anni al momento del ritrovamente non aveva ferite nè alcun segno di violenza. La conferma arriva dagli investigatori che indagano sulle cause della morte dell’operio  Il sostituto procuratore Enrica Medori  ha ordinato l’autopsia. La perizia è stata affidata al medico legale,Pietro Falco è verrà eseguita domani mattina. Nel frattempo i carabinieri indagano sulle ultime ore di vita di Emiliano. Il corpo di Emiliano Marraffini avrebbe potuto restare per giorni in un quel box di mattoni se un operaio comunale ieri mattina non avesse deciso di andare a prendere alcuni attrezzi. Marraffini era per terra accasciato su un pavimento sporco però i suoi abiti erano puliti. L’operaio indossava un jeans, un maglione e un giubbotto marrone. Ai piedi aveva un paio di scarpe da tennis Nike celesti e gialle. Accanto a se c’era il suo zaino marrone e dentro i documenti. Perchè Emiliano è entrato in quel box? Forse cercava riparo dalla pioggia o forse cercava la solitudine e l’isolamento. Non è escluso però che non fosse solo. LE INDAGINI. Sul pavimento non ci sono segni di trascinamento. Il corpo non è stato portato nel box.Emiliano Marraffini è entrato da solo nella rimessa. La rigidità cadaverica ed altri elementi denunciano la morte recente. Probabilmente il cuore di Marraffini si è fermato durante la notte fra domenica e lunedi. ” Non ha alcun segno di violenza”, affermano i carabinieri. A stabilire perchè e come è morto Emiliano Marraffini sarà l’autopsia affidata dal sostituto procuratore Enrica Medori al medico legale Pietro Falco. Fino a quel momento gli investigatori preferiscono non sbilanciarsi per rispetto nei confronti dei genitori dell’operaio distrutti dal dolore.     

Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)        

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