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Bosco Motticce 65esimo anniversario: intervento di Vicoli a Chieti

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La Cgil ai tempi delle lotte del ’50 da noi si chiamava LA CAMERA DEL LAVORO e a Vasto aveva anche una sede, a San Salvo no. Una volta abbiamo risolto una vertenza tra un gruppo di operai e l’impresa Pepe che stava costruendo la prima FONDO VALLE TRIGNO a San Salvo. Ci siamo riuniti nella sezione del Partito Socialista e, dopo una laboriosa trattativa, abbiamo raggiunto un accordo e l’imprenditore Pepe ha corrisposto agli operai le loro spettanze.

San Salvo,allora, era un Paese a economia prevalentemente agricola e la Camera Del Lavoro aveva al suo interno un Sindacato che si occupava dei problemi dei lavoratori agricoli e si chiamava “LA FEDERTERRA”. 

Era in vigore una disposizione che stabiliva la ripartizione del prodotto al 53% per il mezzadro e il 47% per il proprietario. Un’altra disposizione obbligava il proprietario del fondo a investire il 4% del prodotto lordo in lavori di manutenzione del fondo (come fossi di scolo, strade poderali, ecc.) procurando cosi lavoro ai braccianti agricoli. La FEDERTERRA era in prima linea in difesa dei mezzadri e dei braccianti.  

Nel mese di febbraio del ’50 a San Salvo eravamo molto impegnati per preparare l’occupazione del bosco MOTTICCE. In maggioranza i cittadini di San Salvo volevano che quei terreni fossero messi a coltura anziché continuare a lasciarli all’abbandono. In quei giorni la Cgil di Chieti ci mise a disposizione un dirigente provinciale, Tonino Rapposelli. Oltre alle riunioni che tenevamo nelle sezioni del Psi e del Pci, abbiamo tenute molte riunioni di caseggiato. L’appuntamento per domenica 12 marzo, ore 8,00, davanti alla chiesa della Madonna delle Grazie, alla periferia del paese, in direzione bosco MOTTICCE. 

Quindi la mattina del 12 marzo 1950 centinaia di persone si sono radunate nel posto indicato. Poi sono arrivati anche i carabinieri e il Sindaco che cercarono di dissuadere i presenti dal proposito di occupare il bosco, ma non ci riuscirono. Uno tra i presenti, sventolando una bandiera tricolore, da il via e il corteo parte. Dopo tre- quattrocento metri i carabinieri riuscirono a bloccarlo, ma gli scioperanti a gruppi a gruppi entrarono nella campagna e aggirarono il blocco e cosi si rimettono in strada. La Bandiera passa di mano e si ritrova nel gruppo di testa. Riprende corpo il corteo che procede tranquillo fino al bosco. Gli occupanti si distribuiscono lungo la fascia frontale del bosco marcandone l’occupazione simbolica. Più tardi arrivano molti carabinieri alcuni dei quali con carta e penna alla mano prendono i connotati personali degli occupanti. Nella mattinata sono stati fermati 23 persone e rinchiusi nelle carceri di Vasto.                                                                                                                                              

Numerosi siamo stati quelli che abbiamo presieduto l’occupazione anche la notte. Per l’occasione abbiamo acceso dei grandi fuochi, le ceppe non mancavano. Durante la notte è arrivatoun inviato della Cgil di Chieti Rinaldo Zanterini. Da San Salvo è venuto a piedi camminando nei campi dirigendosi verso i nostri falò. Per la mattina successiva era stato fissato un incontro con il Prefetto di Chieti. I presenti,all’unanimità, hanno nominato una Commissione di tre braccianti agricoli, tutti nulla tenenti, per andare a conferire con il Prefetto. Il Sindacalista e i tre Braccianti sono ripartiti a piedi alla volta di San Salvo col mandato di chiedere al Prefetto l’immediato svincolo della Forestale sul bosco e una celere procedura per la messa a coltura di esso.

Il secondo giorno dell’occupazione è passato tutto tranquillo e gli occupanti presenti sono stati più numerosi del giorno precedente. Verso sera , ormai vicino al tramonto, è arrivato  l’Onorevole Corbi, un Deputato abruzzese del Pci, che ci ha assicurato che le autorità competenti si sono impegnati di revocare il vincolo della forestale e di avviare le procedure per il dicioccamento del terreno. Quindi si è complimentato con i presenti e li ha invitati a tornare a casa oramai vittoriosi. Cosi con allegria e intonando canti popolari si mette in moto il corteo e si marcia verso casa dopo due giorni e una notte di occupazione del bosco MOTTICCE. 

Lo svincolo della forestale si ottenne in breve tempo e la lieta notizia giunse lo stesso pomeriggio che furono scarcerati i nostri compagni arrestati il primo giorno di occupazione, mentre per il resto passarono anni.

Al Consorzio di Bonifica fu affidato l’incarico di provvedere ai lavori di dicioccamento del terreno e poi alla redazione di un piano di ripartizione. Il piano di ripartizione approntato dal Consorzio prevedeva lotti da due ettari e mezzo. Io personalmente ero contrario a quel tipo di ripartizione e cosi pure i miei collaboratori. Quindi organizzammo una Manifestazione di popolo a San Salvo per chiedere la sostituzione di quel piano con un altro che prevedesse l’assegnazione del terreno in quote di ettari uno in modo da aiutare un numero maggiore di bisognosi.

Di conseguenza il Consorzio abbandonò quel primo piano e ne preparò un secondo che prevedeva le quote di ettari uno. Nel  frattempo il lavoro di dicioccamento è stato eseguito. Ma nelle elezioni amministratve del 1956 ha vinto la Dc che ha sostituito l’Amministrazione di Sinistra al Comune di San Salvo e si è assunta l’onere di assegnare quelle terre secondo i propri metodi clientelari. Tuttavia su quei terreni i nuovi assegnatari hanno subito impiantato vigneti e frutteti per cui hanno cominciato a produrre ricchezza nel breve corso di tre-quattro anni.  

 

San Salvo 03 marzo 2015                          a cura di Mario Codagnone. Per non dimenticare la nostra storia e le lotte della classe lavoratrice per la libertà,la democrazia e il lavoro.  

 

* Emidio Vicoli: uno dei protagonisti della lotta per l’occupazione del 

                           Bosco MOTTICCE

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