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Nello studio legale del figlio del Presidente della Repubblica c'è anche un vastese

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VASTO. C’è un vastese, Giacomo Cerullo nello studio legale romano de Vergottini e Bernardo Giorgio Mattarella, figlio del Presidente della Repubblica. Giacomo, 29 anni, è molto orgoglioso di questa collaborazione ma non ama parlarne. E’ un ragazzo semplice, che non cerca pubblicità, ma dopo qualche esitazione ci racconta come è iniziato il suo lavoro nello studio del figlio del Capo dello Stato. Il ventinovenne vastese vanta un curriculum di tutto rispetto. Laureato con il massimo dei voti,  in Giurisprudenza presso l’Università Luiss di Roma, è stato premiato tra i migliori laureati italiani. 

“Dopo l’abilitazione da avvocato  -ha detto Giacomo Cerullo- ho iniziato a lavorare per de Vergottini e Mattarella. Mi occupo di urbanistica, appalti e servizi pubblici. Ho incontrato prima della sua elezione, il presidente Mattarella un paio di volte”.

Chiediamo se il giorno dell’elezione del Capo dello Stato in studio ci sono stati particolari festeggiamenti, ma ci spiega che nulla è accaduto. “ Tutto nella norma come di consueto”. Giorgio Mattarella dell’ufficio legislativo del dipartimento della Funzione pubblica da quando è uomo di punta dello staff del ministro Marianna Madia si vede raramente. La sua professione è incompatibile con l’incarico e frequenta poco lo studio. “Sono molto soddisfatto di questa esperienza anche se è faticosa. La mia idea –dice Cerullo- è di avvicinarmi a Vasto sia per ragioni sentimentali che lavorative”.

Giacomo è un attento e acuto osservatore della politica e sollecitato esprime le sue considerazioni in merito alle azioni da attuare a Vasto per  la sicurezza e il rilancio dell’economia.  “La città di Vasto –dice- sconta i problemi che hanno i comuni di media grandezza che non riescono a fare il salto di qualità. Non credo che Vasto possa vivere solo di turismo tutto l’anno . Bisognerebbe dare maggior sostegno all’industria e al commercio. Chi ha voglia di fare non deve essere ostacolato . Ben venga il Parco della Costa Teatina.

Non si può continuare a sostenere che non c’è disponibilità finanziaria. Le risorse vanno cercate. Mi chiedo se sono stati presentati dei progetti europei. Se si aspetta l’arrivo di aiuto dallo Stato sei condannato a non fare niente.  Per la questione sicurezza  sostengo che il sistema di videosorveglianza possa aiutare in parte, ma a monte c’è il problema dell’integrazione con le diverse etnie, che una città come Vasto si pone”.

Paola D’Adamo paoladadamo@vastoweb.com 

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