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Chi lo ha detto che la struttura dell’ex Asilo Carlo Della Penna è inagibile

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VASTO- “E’ voce comune -sostengono i consiglieri comunali di opposizione  Massimo Desiati, Etelwardo Sigismondi, Davide D’Alessandro, Nicola Del Prete e Andrea Bischia – che la struttura dell’ex asilo non possa più essere utilizzata perché il terremoto del 6 aprile 2009 l’ha resa inagibile. Dal giorno dopo, come ben sappiamo, è stata abbandonata ed ancor oggi versa in uno stato di degrado assoluto. Interrogazioni consiliari, ordini del giorno, dibattiti consiliari, formazione di un Comitato civico, manifesti e quanto altro possa essere utile per restituire vita ad un bene donato alla Comunità ed a favore dei suoi giovani. Sembra che tutto ciò non sia servito a nulla.
In un Consiglio comunale sul tema, il Sindaco ha dichiarato esserci iniziative per il recupero della struttura e che presto avrebbe riferito ma, fino ad ora, nulla. Quel che si paventa è un accordo con privati che consenta, comunque, il riutilizzo di una determinata cubatura a beneficio dei giovani, così come stabilito nell’atto di donazione di don Carlo.

Tutto parte, però, dalla supposta “inagibilità” dell’edificio ed allora si è proceduto, con un Accesso agli atti, a verificare tale presunta condizione. In data 10 aprile 2009, è stata emanata Ordinanza n° 59/09, prot. n° 18022, con cui il Sindaco ordina al Dirigente del Settore LL.PP., al Responsabile del Servizio manutenzione ed al Dirigente della scuola di “adottare provvedimenti di chiusura”.
Sembrerebbe tutto ben predisposto ed invece no! Si allega al presente comunicato l’Ordinanza richiamata e dalla sua lettura è possibile evincere più importantissime e fondamentali carenze ed omissioni:
– non vengono richiamati, e quindi bisogna presumere non esistono, alcuna perizia, alcun verbale, alcun rapporto degli uffici comunali né dei Vigili del Fuoco che attesti, tecnicamente, la presenza di lesioni e che, comunque, dichiari una qualche instabilità dell’edificio;
– non si autorizzano tecnici o addetti incaricati all’ingresso nello stabile al fine di svolgere sopralluoghi e stime necessarie opere di consolidamento statico;

– non si fa alcun cenno per incarichi a chicchessia, neanche agli Uffici tecnici comunali, per la redazione di perizie e stime delle opere necessarie ad un consolidamento;

– non si dispone la realizzazione delle prime opere provvisionali di sostegno e puntellamento in attesa di provvedimenti a carattere duraturo;

– manca la vera e propria dichiarazione di “inagibilità”, limitandosi l’ordinanza a dichiarare, solo in premessa, la presenza di “evidenti lesioni strutturali che rendono inagibile la predetta struttura”; dichiarazione, peraltro, non supportata da alcuna perizia tecnica e/o verbalizzazione relativa allo stato dei luoghi;

– si dichiara, sempre e solo in premessa, l’adozione di un “provvedimento di inagibilità” di cui, negli Uffici comunali, non v’è traccia e di cui il personale non ha conoscenza;

– la richiamata Ordinanza si limita a disporre che il Dirigente del Settore LL.PP., il Responsabile del Servizio manutenzione ed il Dirigente della scuola adottino provvedimenti di chiusura;

– manca la dichiarazione di urgenza derivante dalla manifesta situazione di pericolo per l’incolumità pubblica e privata;

– si da atto, in premessa, della presenza di “evidenti lesioni strutturali” verificate a seguito di “sopralluogo” del Dirigente del Settore LL.PP, laddove, in un colloquio diretto con il Dirigente stesso, ingegner Roberto D’Ermilio, è stato direttamente riferito, al Consigliere Desiati, che mai nessun sopralluogo è stato da lui effettuato né mai, a differenza di quanto riportato nella Ordinanza a cui si fa riferimento, è stato “sentito” al fine di rappresentare, a questo punto, la ipotizzata inagibilità.

Quanto qui rappresentato non è, però, riferito soltanto ad errori, omissioni, carenze di carattere amministrativo o peggio. Quel che ci sta a cuore è il futuro dell’ex Asilo Carlo Della Penna, per il quale, a questo punto, è lecito pensare, possano esistere propositi di carattere politico-amministrativo che facciano supporre, nel futuro anche prossimo, la volontà, supportata da una inderogabile necessità, sospinta dal solo dichiarato, ma non documentato, stato della struttura, di cedere il bene immobile da parte del Comune”.

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