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"L’Accademia de’ Scugnizze" in visita al Faro di Punta Penna

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VASTO. Visita, questa mattina, de “L’Accademia de’ Scugnizze”, Associazione Culturale e Laboratorio d’Arte Filodrammatica, presso il Faro di Punta Penna a Vasto.
 
“La nostra – ha spiegato Mario Di Luca, Presidente del sodalizio – è un’Associazione Culturale e Laboratorio d’Arte Filodrammatica e, proprio nel quadro delle attività culturali previste dal nostro statuto, in concerto con il Sig. Giovanni Vincenzo Pierri del Comando Zona Fari di Taranto e con il Reggente del Faro di Punta Penna, Sig. Biagio Santoro, il Consiglio Direttivo ha deliberato una visita al Faro di Vasto, secondo in Italia con 70 metri di altezza contro i 73 della Lanterna di Genova, e tra i primi al mondo. Altre attività culturali sono allo studio della nostra delegata Rossana Avolio e mi sembra, per quanto ho potuto captare, una visita a Napoli in occasione del Maggio dei Monumenti con escursione guidata, tra l’altro, alla Napoli Sotterranea. Questo per quanto attiene le attività culturali. Per il Laboratorio, invece – ha proseguito Di Luca – abbiamo presentato un progetto alla Casa Lavoro di Vasto per la messa in scena di una commedia da parte dei reclusi sotto la guida di un nostro regista. Sembra che tale progetto abbia buone possibilità d’essere approvato. Non trascurando, poi, le attività di volontariato che sono la nostra missione principale. Il 14 marzo rappresenteremo due atti unici presso la Scuola Rossetti; il 27 marzo ‘Napul’è – Recital’ presso la Casa Lavoro; l’11 aprile, invece, due atti unici presso la Casa Famiglia ‘Manuela’, e poi tante e tante programmazioni in cantiere che non voglio e non starò qui ad elencare.”
 
 “ ‘L’Accademia de’ Scugnizze’ – ha poi spiegato Mario Di Luca – nasce dalla riproposizione, in termini attuali, del sogno di quattro imberbi giovani nella Napoli degli anni ’50: quello di calcare le scene mediante una compagnia filodrammatica da loro stessi fondata e costituita. Ed infatti, la iniziale denominazione della stessa fu ‘I Quattro’, successivamente cambiata in ‘I Quattro Scugnizzi’, ed infine ‘L’Accademia de’ Scugnizze’, anche in considerazione del fatto che gli scugnizzi erano, nel frattempo, diventati una decina. Le scene calcate altre non erano se non quelle di teatrini parrocchiali e le rappresentazioni, dati i tempi, erano di copioni rigorosamente castigati e privi di elementi femminili  tanto che a turno toccava truccarsi e vestirsi per sopperire alla bisogna. Erano gli anni della spensierata – ha raccontato – anche se squattrinata adolescenza, e la passione per il teatro, unita alla caparbietà tipica degli scugnizzi, lasciava ben sperare che il sogno potesse trasformarsi in vero progetto. Invece, ahimè, dovette essere riposto in un cassetto: l’incalzare degli anni e le situazioni contingenti avevano scompaginato l’Accademia; gli scugnizzi si trovarono a dover affrontare ben altri copioni, quelli della vita reale. Il sogno rimase lì dove era stato riposto, per tanti anni, fino a quando uno di quegli scugnizzi, ormai settuagenario, unitamente a neo-scugnizzi giovani, meno giovani e tutt’altro che giovani, non lo ha riproposto, con rinnovata caparbietà di intenti, non più a Napoli, ma qui a Vasto. Riuscirà, questo redivivo sogno, a prendere corpo, come da rediviva Araba Fenice ed a riprendere il cammino interrotto verso mete più ambite? Ai posteri l’ardua sentenza!” ha concluso il Presidente del sodalizio.

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