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Castaldi su piano razionalizzazione Poste italiane

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VASTO. “Quando ho incontrato i sindaci del vastese per il problema relativo al Piano di razionalizzazione degli uffici postali -ha dichiarato Gianluca Castaldi, portavoce M5S al Senato- ho assunto l’impegno di cogliere la prima occasione utile per sottoporre all’AD di Poste le problematiche che nel Vastese l’attuazione del Piano di Poste comporta. Ho fatto le domande a Caio (AD di Poste) in sede di audizione; avrei preferito, come da impegni assunti nell’incontro con i sindaci, che le mie domande le avessero fatte i sindaci del vastese ed i partiti che li rappresentano e rappresentano. Ma evidentemente costa confrontarsi con i problemi.

Il processo in atto e gli impegni ottenuti.
A sentire Caio (AD) Poste I. ha incontrato diversi rappresentanti istituzionali in Abruzzo: Anci (di cui è presidente l’attuale sindaco di Vasto),un Sindaco di un capoluogo di Provincia e 25 sindaci di Comuni Minori.
In audizione ho chiesto che venissero ulteriormente approfonditi i criteri di scelta della razionalizzazione nel vastese (tempi di percorrenza tra comuni, al posto dei km: sappiamo tutti quanto occorre nell’alto vastese percorrere 10 km con le strade attuali, considerare l’età anagrafica della popolazione; prendere atto che non c’è una offerta di trasporto pubblico adeguato..).Il sostanza gli elementi di contestazione emersi dalla sentenza del Consiglio di Stato dell’11 marzo 2015.

Ho chiesto ed ottenuto, in sostanza, che si effettui un ulteriore confronto con le nostre realtà locali per definire criteri specifici ulteriori ai fini della riorganizzazione degli uffici. Lo dico ai sindaci, alle organizzazioni sindacali: c’è ancora spazio per soluzioni diverse. E poi: io non sono al governo e non sostengo questa maggioranza. Ma, come ho dimostrato, sono dalla parte dei cittadini.

Qualora non ci fossero decisione diverse, non potremmo che pensare che la decisione di Poste italiane di ridurre il perimetro del servizio universale confermi la volontà da parte della società di perseguire la mera logica del profitto puntando su assicurazioni, carte di credito, telefonia mobile e servizi finanziari in genere, che nulla hanno a che fare con il servizio universale, a scapito delle esigenze della collettività, chiudendo uffici che ritiene «improduttivi» o «diseconomici», senza considerare che i servizi postali rappresentano un servizio fondamentale per lo svolgimento delle attività quotidiane di numerosissime imprese, famiglie e residenti. In particolare, ci preoccupiamo degli anziani che si troveranno nella condizione di non poter più usufruire di prestazioni essenziali, quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a fare lunghe file nei giorni di apertura, ritardare le operazioni o affrontare frequenti e difficili spostamenti nei territori più disagiati”.

redazione@vastoweb.com

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