vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Operai in condizioni di semischiavitù, due arresti

Più informazioni su

VAL DI SANGRO. Il personale del Commissariato di Polizia di Stato, Questura di Chieti, ha eseguito due ordinanze di applicazione di custodia in carcere, e il decreto sequestro di un edificio; provvedimenti emessi dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano, dott. Massimo Canosa, su richiesta della Procura per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.  Sono state anche notificate tre informazioni di garanzia.

Le indagini, iniziate a seguito della segnalazione del Presidente di una associazione di rumeni a Roma, hanno consentito  di accertare una vera e propria attività di sfruttamento di cittadini stranieri, in particolare rumeni, che in condizioni di bisogno per le disagiate condizioni economiche, venivano reclutati all’estero (Romania), indotti a venire in Italia per svolgere regolare attività lavorativa, accompagnati in Italia, ospitati in alloggi di fortuna e in precarie condizioni igieniche, con pagamento attraverso trattenute sulla paga; per poi essere impiegati in una fabbrica di saldatura, in condizioni di totale precarietà: nel mancato rispetto dei “minimi” diritti garantiti ai lavoratori in relazione all’entità della retribuzione del tutto inadeguata e comunque neanche regolarmente o in tutto pagata, con la violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, superando ampiamente il numero di ore previste.

La misura cautelare della custodia in carcere è stata emessa nei confronti di S. R., cittadino italiano, datore di lavoro “effettivo” dei dipendenti della fabbrica di saldatura e dell’Agenzia di lavoro da lui gestita e di tutti coloro che, anche “in nero”, lavoravano presso la fabbrica, con particolare riferimento ai cittadini rumeni e B. G, cittadino rumeno, con lo specifico compito di reclutamento di personale straniero, in particolare rumeno, facendosi contattate attraverso annunci inseriti su siti internet .

Gli uomini del Commissariato di Lanciano unitamente al personale della Direzione Provinciale del Lavoro e della A.S.L. hanno effettuato un controllo all’interno della fabbrica dove i lavoratori venivano sfruttati. E’ stato constatato che il 40% dei lavoratori risultava lavorare “in nero” in quanto non aveva alcun tipo di assunzione. Alcuni operai venivano fatti alloggiare in locali, all’interno della fabbrica, attrezzati con letti e cucine da campeggio, in situazioni di promiscuità, scarsa igiene, dove le polveri ed i fumi ristagnavano in maniera seriamente preoccupante per lo stato di salute degli utilizzatori, considerata anche l’assenza di finestre o aperture per una attiva ventilazione dell’ambiente.  Il licenziamento veniva gestito in modo arbitrario con lettere di dimissioni firmate in bianco.

Paola D’Adamo  paoladadamo@vastoweb.com

Più informazioni su