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Successo per la fiction su Pietro Mennea: il ricordo degli amanti della podistica e atletica in Abruzzo

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Il 21 Marzo 2013 l’Italia piange la morte di uno dei più grandi atleti della storia della Podistica e dello sport nazionale: Pietro Mennea. Il mito per un popolo di atleti e di esperti sportivi non è stato solo un grande corridore ma anche e soprattutto un grandissimo uomo. Tanto da indurre Ricky Tognazzi nel girare una fiction per la Rai in suo ricordo denominata “La freccia del Sud”. Domenica e lunedì sono andate in onda le due puntate ottenendo un ottimo share e lasciando in ogni appassionato o amante di Mennea ma anche in chi non lo aveva mai seguito delle forti emozioni e insegnamenti di vita.  Un caratteraccio gli era attribuito tanto da tenerlo lontano sempre dagli organi maggiori all’interno dell’ambiente sportivo. Ma, forse, dietro quel carattere forte, come mostra la fiction, c’era solo un uomo indipendente, non governabile, che non scendeva a compromessi, testardo e caparbio tanto da conquistare poi grandi traguardi con le sue uniche forze, c’erano tutti i valori base che un grande uomo dovrebbe avere e che in tanti gli riconoscono non solo nel mondo della Podistica.
San Salvo è tra le estimatrici maggiori di Pietro Mennea tanto da avergli dedicato anche una pista su cui si allena la Podistica San Salvo quotidianamente. “Grande Mennea e’ stato bellissimo conoscerlo e ascoltare tutti i racconti delle sue imprese. Grande atleta ma soprattutto grande uomo. Nel film ho rivissuto tanti particolari che il grande Pietro ci racconto’ la sera a cena quando venne a San Salvo per un evento sportivo organizzato dalla Podistica” spiega Evanio Di Vaira consigliere della Podistica San Salvo e presidente dell’US San Salvo calcio.
“Mennea nel 2011 è stato chiamato da San Salvo per una manifestazione sportiva organizzata dalla Podistica. All’inizio nessuno credeva che riuscissimo a portare in città un campione come lui. Invece quando sentì che si parlava di una gara di ragazzi fu subito disponibilissimo. Restò con noi nei due giorni della manifestazione a maggio. Ho avuto modo di conoscerlo e avrei da spendere su lui un mare di parole. Ma proverò ad essere sintetico. Era una persona squsita. Umiltà la parola che lo caratterizzava di più. Una umiltà unica. Simpatico, affabile, sempre disponibile con tutti i ragazzi anche per gli autografi e con tutti noi. Grande persona. A lui abbiamo dedicato l’anno dopo la pista di atletica di San Salvo. Un atto dovuto, doveroso verso un grande campione che quando venne a San Salvo spese tante parole di apprezzamento per la nostra struttura. “Se avessi avuto ai miei tempi una pista d’atletica cosi per allenarmi c’avrei dormito sopra con un sacco a pelo per non perdere nemmeno un minuto di questa pista e di quello che poteva darmi”. Già queste sue parole sono testimonianza della sua grandezza umana. Sensibile come pochi. Dopo essere stato nostro ospite in ogni manifestazione sportiva a cui presiedeva nella zona mi chiamava per far sì che anche noi partecipassimo e durante un evento Telethon a Termoli a cui andammo non si avvicinò ai grandi sponsor a salutare appena arrivato ma proprio a noi di San Salvo. Motivo di orgoglio e forte emozione. La stessa che ho provato nel vedere la fiction girata da Tognazzi che parlava di lui e della sua vita. Ha rispecchiato la parte sportiva e umana che io ho conosciuto. E devo dire la verità non mi sarei perso per niente al mondo quella fiction. Mi sono anche emozionato, cacciando qualche lacrimuccia. Inevitabile quando si parla di una persona cosi speciale£ spiega il presidente della Podistica San Salvo, Michele Colamarino.
“Purtroppo  ai  tempi  di  Pietro  Mennea  io  a  questo  stupendo  sport  non  ancora  mi  avvicinavo, però questo  riuscitissimo  film  ci  ha  fatto  capire  che  questo  è  uno  sport  fatto  di  sacrificio  e  passione  e  che  alla  fine  ti  dà  veramente  una  gioia  e  una  felicitá  immensa. Sicuramente  invoglierà  ancora più gente  ad  intraprendere  questo  meraviglioso  sport  che  si  chiama  corsa!!!!!!” afferma uno dei migliori corridori abruzzesi, Nicolino Catalano. 
“Io adoro l’atletica perchè è la base di tutti gli sport e perchè più di ogni altro sport ti costringe a confrontarti con te stesso, con i tuoi limiti e con le tue paure. In pista seii solo e la vera sfida non è contro il tempo ma contro te stesso e questo lo diceva anche il grande Mennea. Lui era il più grande di tutti: prima di tutto perchè conosceva il valore del sacrificio. Lui è partito dal basso e ha fatto per anni la cosiddetta “gavetta”. È un esempio per tutti non solo per gli atleti. Perché prima di essere un grande atleta lui era un grande uomo. Per essere veri campioni in pista, prima lo devi essere fuori. E lui lo era. Ciò che lo muoveva era la passione sconfinata per quello che faceva. Non gli interessavano i soldi, del resto lui non li aveva mai avuti..Ma realizzare il suo sogno si!!! Ha lottato per realizzarlo, prima contro le resistenze dei suoi, poi contro chi non lo voleva in Nazionale. E infine contro se stesso, quando non riusciva più a trovare gli stimoli giusti. Anche il grande Mennea ha avuto momenti di cedimento ma non si è mai arreso. Ha continuato a lottare e la forza l’ha sempre trovata dentro di sé e nelle persone che gli hanno voluto più bene e che gli sono rimaste vicino fino alla fine. La storia di Mennea potrebbe essere la storia di uno qualsiasi di noi.. la cosa che lo rende unico è proprio questo, lui è uno di noi. La sua umiltà è tutto. Lui è uno che non si è arreso!!! “Non ho mai visto tanta forza di volontà tutta in uomo solo e di quella ho avuto paura”, diceva uno dei suoi più grandi avversari” afferma emozionata la giornalista sportiva Roberta Di Sante. Tiziana Smargiassi (tizianasmargiassi@vastoweb.com)


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