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Una Santa Barbara alla foce del Lebba: bombe e proiettili d'artiglieria

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VASTO – La storia ritorna. Il mare restituisce il passato. Gli ordigni scoperti a 350 metri dalla foce del Lebba  appartengono probabilmente alla stessa Santa Barbara scoperta ad agosto 2014 da un sub e recuperata a fine estate dai nuclei Sdai (Sminamento difesa antimezzi insidiosi)della Marina militare di Ancona. Probabilmente anche questo materiale era nella stiva di qualche nave da guerra americana che  nel 1944 approdò in Adriatico. Otto mesi fa vennero scoperte da un esperto sub abruzzese dieci bombe inesplose e casse piene di munizioni. Gli ordigni  trovati martedi sono stati custoditi dal mare per sessant’anni. Presto saranno  opportunamente imbracati e trasferiti in una zona di sicurezza dai palombari dei nuclei speciali della Marina.L’autorità marittima sta cercando di far intervenire gli artificieri prima dell’avvio della stagione turistica. 

Gli uomini dello Sdai lavoreranno di notte per la sicurezza dei cittadini e con estrema cautela e discrezione. Le munizioni è probabile facessero parte del deposito di armi custodito nelle navi statunitensi arrivate  sulla costa Adriatica il 2 dicembre 1943  e attaccate da 105 bombardieri Junkers Ju 88 della Luftflotte tedesca. Accanto agli ordigni recuperati potrebbero essercene altri. Tutto il materiale sarà  portato al largo e fatto brillare. Sono centinaia le segnalazioni che arrivano ogni anno ai nuclei Sdai spalmati lungo la penisola( a La Spezia, Taranto, Augusta, Ancona, Cagliari, La Maddalena). I palombari , dotati anche di una camera di decompressione, hanno proprio il compito di risolvere le emergenze e intervenire con urgenza per la messa in sicurezza dei residuati inesplosi in mare e lungo la battigia.

Paola Calvano (paolacalvano@vastoweb.com)

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