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"Oggi sentiamo parlare dell’Isis che deporta innocenti, in Italia accadeva nell’ignoranza di tutti"

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VASTO. E’ stata scoperta questa mattina in Piazza Rossetti la stele dedicata a Leonardo Umile. Alla cerimonia dedicata alla Resistenza, in occasione del settantesimo anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo, e alla memoria di Leonardo Umile, hanno preso parte rappresentanti politici, autorità militari e diverse associazioni. Nessun rappresentante di Aulla, il comune con cui Vasto ha organizzato le celebrazioni per Leonardo Umile è giunto a Vasto.  “Un ringraziamento speciale, per essere qui presenti –ha detto la consigliere comunale Paola Canci- ai nipoti di questo eroico giovane partigiano, nato a Scerni nel 1919 e di adozione vastese . Nella biografia pubblicata dall’ANPI nazionale si legge che durante il servizio militare, Leonardo Umile era stato congedato in seguito ad una grave malattia polmonare. All’atto dell’armistizio aveva trovato rifugio presso famiglie di contadini, ma gli era parso umiliante restarsene defilato mentre altri combattevano contro i nazifascisti. Così nel giugno del 1944, si aggregò al primo battaglione della quarta Brigat Garabaldi “Apuania”, divenendone il commissario politico. Leonardo Umile, che per dieci mesi si era distinto per il suo coraggio è morto proprio in vista della Liberazione, il 7 aprile del 1945 durante un violento attacco sferrato dai tedeschi. Non dobbiamo limitarci solo al ricordo di Leonardo Umile in un giorno particolare, legato ad un evento, ma deve diventare memoriale. E noi come amministrazione lo stiamo facendo attraverso questa stele, che riporta il testo dell’interrogatorio cui Umile fu sottoposto prima di essere barbaramente trucidato”. Commossa Lucia Umile, una delle nipoti  di Leonardo, intervenuta alla cerimonia. “Non è facile per parlare oggi –ha detto- anche per chi come me, avvocato,  è abituato a parlare in pubblico. Leonardo è morto perché per lui era importante salvare la Patria, salvare l’onore.  Aveva una cultura politica. Era repubblicano in tempi in cui c’èra il Duce e c’era il re. Era una rivolta di popolo. Succedevano cose orrende. Oggi noi sentiamo parlare dell’Isis che uccide, deporta innocenti, stava avvenendo questo in Italia, nell’ignoranza di tutti. Ma l’Abruzzo che è stata sempre terra di esuli politici  ero un nocciolo duro. C’era gente con una coscienza che di fronte all’oscurantismo  si ribellava e diceva qui sta succedendo qualcosa di tremendo”.

Paola D’Adamo  paoladadamo@vastoweb.com

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