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All'ospedale di Vasto sospese le radiografie per carenza di medici

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VASTO. Fino al prossimo 15 giugno presso l’ospedale di Vasto per la carenza di medici radiologi, già da tempo segnalata dal responsabile del reparto, è stata chiusa all’utenza la radiologia tradizionale (Rx) e parte della risonanza magnetica del turno pomeridiano. Gli utenti del vastese che hanno già prenotato la prestazione  dovranno effettuarla in un altro nosocomio, Lanciano o Guardiagrele od altro luogo della ASL, oppure rimandarla.
Questo  poiché due dei medici radiologi  del reparto hanno avuto il nulla osta dall’Azienda a trasferirsi  alla Asl di Teramo e non sono stati ancora sostituiti. Il personale attualmente è ridotto a sette medici e non riesce a soddisfare le richieste. Solo per il 2014 le prestazioni sono state 64 mila circa  e il numero di prenotazioni effettuate di  risonanza magnetica è di 20-24 al giorno su 12 ore giornaliere.  Il personale lavora spesso dalle 8.00 alle 20.00 ma i turni aggiuntivi autorizzati per i medici non sono la panacea. Fin quando un medico potrà lavorare dodici ore al giorno? Ha bisogno di riposarsi e soprattutto di essere attento per compiere correttamente il proprio lavoro. La volontà da parte dei medici per fare il possibile c’è, ma non basta solo quella. 
Siamo ormai alle porte dell’estate e non si riuscirà a soddisfare le richieste della popolazione, che aumenta in questo periodo dell’anno. Bisognerebbe innanzitutto assumere altri medici radiologi, in vista anche delle ferie dei medici in servizio,  per snellire la lunga richiesta di prestazioni che ogni giorno vengono prenotate e che prima di essere eseguite richiedono anche un anno di attesa. Il reparto di radiologia è basilare perché senza di esso non si può fare una diagnosi.  
L’ospedale di Vasto inoltre attende l’apertura della lungodegenza, rinviata più volte solo per la mancanza di quattro infermieri. Il blocco delle assunzioni e le proroghe dei precari deciso dal commissario D’Alfonso non permette di fare un piano ferie al personale infermieristico, specialmente in pronto soccorso. La lungodegenza farebbe da valvola di sfogo ai ricoveri ospedalieri i cui posti letto sono sempre meno. Praticamente un ospedale prossimo alla chiusura se si continua di questo passo, eppure un presidio al confine e lontano dalle strutture più attrezzate. 
Paola D’Adamo   paoladadamo@vastoweb.com

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