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Alessandro Rapino: passato, presente, futuro, l'amico Cattenari e un saluto speciale

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PESCARA. Uno dei giocatori che ha contribuito in maniera sostanziale alla buonissima annata del Chieti Calcio è sicuramente il difensore centrale Alessandro Rapino. Il ventisettenne pescarese tutto grinta e cuore ha collezionato 20 presenze. Rapino ha mosso i primi passi importanti nel Pescara Primavera e ha poi tra le sue prime esperienze professionali la stagione nell’allora C2 con la Pro Vasto. A suo tempo nella squadra vastese giocavano atleti del calibro di Biagianti, Cazzola, Ciaravolo che hanno poi fatto il salto di qualità giocando in A. Con loro anche il giovanissimo all’epoca Rapino che ha collezionato qualche presenza e iniziato a fare esperienze importanti. Vasto che gli è entrata nel cuore e anche per questo si dice dispiaciuto della condizione attuale che sta vivendo calcisticamente parlando la città. (video intervista: https://www.youtube.com/watch?v=esjJDR1mp30 )
“20 presenze con il Chieti e un campionato in cui non è stato facile per vari motivi fare bene e molto livellato”. “Sicuramente negli ultimi anni il livello della serie D è salito in virtù anche del fatto che ci giocano diversi giocatori che hanno giocato in categorie superiori e in piazze importanti. Con le regole degli Under molti giocatori con ottime qualità ed esperti son stati penalizzati un pochino. Quindi spesso si son trovati a scender di categoria e ora come ora la D ha un livello buono. Aiuta a fare esperienza”.
“Tante esperienze tue già in Lega Pro e tante le richieste che stai già ricevendo cosi come alcuni compagni di squadra da vari team. Annata particolare in cui avete sfiorato i play off nonostante difficoltà societarie e questo vi ha messo in mostra in positivo”. “La squadra era composta da elementi importanti. Non a casa Esposito è andato al Pescara e anche altri ragazzi sono stati già chiesti da Avellino e altri club. Abbiamo sfiorato i play off e con quelle difficoltà è stato un traguardo comunque ottimo. Ci siamo riusciti a mettere in evidenza e ora arriva qualche richiesta. Sto valutando alcune cose e vediamo cosa succederà anche nelle prossime settimane. Siamo riusciti anche grazie alla forza del gruppo. Giocatori che sono bravi calcisticamente parlando ma anche d’oro come persone. Merito sicuramente va dato anche al nostro allenatore che ha saputo gestire tutte le situazioni. Siamo riusciti a restare uniti sempre e questo ci ha aiutato. Encomiabili”.
“Una stagione che vale un riscatto per Rapino. Tanta voglia di lottare sempre. Uno come te si arrabbia anche quando gioca con amici a beach o a calcetto perchè punti sempre alla vittoria”. “Mi piace giocare a qualsiasi livello e puntare a vincere. Anche nelle partitelle con amici. Mi piace la competizione. Sono nato e cresciuto con questa mentalità. Da quando giocavo in strada a quando son andato al Pescara dove cresciuto tanto a livello agonistico. Ci tengo sempre a fare bene anche nelle partitelle amichevoli. Allora può succedere magari che mi arrabbio ma è trans agonistica perchè ci tengo a fare bene sempre. Lotto sempre non parto mai sconfitto”.
“Allenatori, dirigenti, figure importanti che ti han fatto crescere e insegnato valori importanti cosi come devi ringraziare la tua famiglia”. “Nel calcio ultimamente non sta attraversando un periodo pulito si può dire sno valori importanti. Per alcune cose che si sentono, sirene che non fanno bene nè a chi ne è appassionato dal di fuori nè a noi che siamo dentro l’ambiente. Io sottolineo che ogni partita la gioco con il sangue agli occhi. Per me non esistono altre soluzioni o aggiustamenti. SI va in campo per vincere e questa mentalità la porterò sempre. DI questo devo dire grazie alla mia famiglia che da sempre mi ha trasmesso importanti valori prima di tutto umani. Nei posti in cui sono cresciuto poi a livello giovanile mi hanno aiutato tantissimo. Ringrazio infatti il Pescara per quanto fatto per me. Valori che riguardano lo sport. Non dobbiamo dimenticarci che è uno sport. E nello sport a livello agonistico si lotta per vincere per cui il resto non conta. Cose strane le lasciamo fuori”.
“Ragazzo che si da da fare non solo sul campo. Infatti lavori ora in un bar, G Time 2 zona San Giovanni Teatino. Attivo quindi anche al di fuori del mondo calcistico perchè pensi che prima o poi bisogna “crescere” e guardare anche oltre”. “Si. Il calcio ti permette di avere una carriera buona fino a 35, 36 anni poi dipende anche dal fisico e da tante cose che ti danno la giusta serenità e carica per andare avanti a livello mentale. Ad un certo punto o continui la carriera rivestendo altre figure all’interno di un team oppure ti metti in gioco e guardi avanti. Io mi sono da sempre messo in gioco. Nella vita ho anche fatto esperienze diverse nel calcio e sono ripartito da zero. Non mi nascondo. Lavoro anche e lo faccio perchè fa bene a me, è esperienza e bisogna imparare a fare anche altro. Crescere sotto questo punto di vista. A 27 anni nel pieno della mia carriera mi guardo comunque intorno in questi mesi di inattività in attesa della prossima stagione per maturare anche a livello personale. Lavorare fa bene poi. Aiuta a migliorarsi”.
“Credi nell’amicizia e nel rimettersi in gioco. Quindi non possiamo non nominare un tuo caro amico. Francesco Cattenari grande protagonista con il San Salvo nel campionato di Eccellenza e grande amico di Rapino anche e soprattutto fuori dal campo”. “E’ un’amicizia che dura da tanto. E’ nata ai tempi del Pescara nelle giovanili in cui giocavamo insieme. Ed è cresciuta poi man mano. Ha qualche anno in meno di me ma siamo cresciuti insieme e per me è un ottimo portiere. Ha delle qualità importanti sia calcisticamente parlando che come persona. E’ cresciuto con il Pescara e poi ha fatto esperienza anche fuori, tra cui Campobasso. Meritando i risultati raggiunti. Abbiamo un grande rapporto noi”.
“Siete legati anche dalla passione musicale. Dico solo alcuni gruppi Negrita, Litfiba che avete provato anche ad imitare suonandoli”. “Oltre il calcio abbiamo anche la musica e la passione per quest’arte che ci accomuna. Noi amiamo il rock e abbiamo provato a suonare per divertirci. Ci piace andare ai concerti, suonare. Siamo simili. Anche a lui piace rimettersi in gioco. Ha saputo reagire da alcune situazioni che si erano create a suo sfavore non di certo per colpa sua e ha una forza grandissima dentro. Ha fatto un grande campionato e merita il meglio per il prossimo anno in qualsiasi società lui giochi. Anche tranquillamente in categorie superiori”.
“Sfide ora a calcetto e beach ma mai dire mai. Potreste sempre giocare nella stessa squadra”. “Perchè no. Il calcio è anche questo. Sarebbe ottimo. Il rapporto tra portiere e difensore centrale è fondamentale e noi abbiamo un legame che ci permetterebbe di capirci al volo. Portiere e difensore centrale sono importanti nella gestione di una partita. Giocare insieme in una categoria importante sarebbe bellissimo. Anche perchè ci accomuna questa amicizia speciale. Giocarci carte importanti in un campionato professionistico insieme sarebbe bello”.
“Obiettivo di Rapino per la prossima stagione”. “Semplicemente migliorarmi. E’ quello a cui punto sempre. Sono rigido , meccanico in questo. Mi allenao anche dopo il campo. Faccio nuoto e cose che mi portino al top. Sono molto severo con me stesso. Cerco sempre il meglio dal mio corpo e da me. A Chieti o in un’altra piazza solo pensare a fare ancora meglio. Voglio giocarmi chances e carte importanti per il mio futuro provando sempre a vincere”.
“Qual’è la partita in cui hai dato il meglio di te quest’anno?”. “Due partite in particolare. Quelle contro il San Benedetto.Vorrei ripeterle perchè soprattutto al ritorno, 4-2 li a casa loro abbiamo avuto la sensazione di poter vincere anche il campionato. Partita in cui tutti abbiamo dato il massimo e mi piacerebbe giocarle tutte a quel livello. Abbiamo fatto la partita e giocare cosi ti viene voglia di pensare a cose grandi”.
“Nel tuo passato anche Vasto. L’hai vissuta in momenti d’oro in cui ancora c’erano tanti tifosi al seguito. Che effetto ti fa vedere ora la Vastese impelagata in brutte acque?”. “Non buono. Dispiace. Ho ottimi ricordi di quella piazza. Una piazza calda. Una piazza che amava il calcio. Uno stadio da fare invidia a molte società. Dispiace molto vedere che ora non navighino in buone acque. Spero infatti che presto qualcuno si interessi veramente al calcio a Vasto e che le cose cambino e si possa tornare a parlare di calcio giocato a buoni livelli e con programmazione. Lo meritano i tifosi , lo merita la città, la piazza. Non merita Vasto di sparire o di stare dietro le quinte”.
“Un saluto speciale alla fine di questa intervista”. “Il saluto è per mia sorella Angela. A lei mi unisce un’amore grandissimo. Siamo sempre stati molto uniti. Mi ha sempre spronato in tutto quello che facevo. E ancora ora mi segue tantissimo nonostante la nostra lontananza. Da due anni è ormai in America dove vive con il futuro marito. Nonostante ci dividano tantissimi chilometri ci sentiamo sempre e siamo vicini l’uno all’altro come se stessimo sempre nella stessa casa. Auguro il meglio a lei e Pietro. Non vedo l’ora che arrivi il giorno del matrimonio perchè a mia gioia sarà indescrivibile cosi come l’emozione. A lei va il mio saluto speciale”. Tiziana Smargiassi tizianasmargiassi@vastoweb.com

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