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"Pd e Abruzzo Civico che si lavori in collaborazione, senza preclusioni"

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VASTO. “Rivendico l’iniziativa promossa unitamente al consigliere regionale dott. Mario Olivieri, agli amici di Abruzzo Civico e al dott. Eugenio Spadano -ha dichiarato l’ingegnere edmondo Laudazi- per la organizzazione di un produttivo convegno sullo stato dell’arte della disastrata sanità abruzzese, nello scorso mese di maggio.
In quell’occasione si è provveduto a illustrare alcune documentate proposte per la redazione di un complessivo progetto di riorganizzazione sociosanitaria abruzzese e per la stesura  di un nuovo Piano Sanitario che abbia come fine la cura e la tutela del cittadino oltre alla riduzione degli sprechi e delle insufficienze che caratterizzano attualmente i servizi e le prestazioni fornite agli utenti sul territorio. Per quanto mi riguarda, ho cercato di ricordare cosa stia succedendo nel Vastese, zona derelitta del basso Abruzzo, da troppo tempo lontana dai centri del potere decisionale e priva di riferimenti in grado di salvaguardare il territorio e di determinare lo sviluppo e un futuro decoroso: una terra di emarginazione, di emigrazione e di conquista. 
Tutto ciò è chiaro a tutti e si riflette gravemente sullo stato sociale e morale della nostra città e sulla economia di tutti i cittadini vastesi che non ne possono più di dover sopportare. Qualcuno ha pensato che si stesse facendo una battaglia di retroguardia, per sottolineare la presunta inefficienza e la inadeguatezza del personale addetto a tali importanti servizi  – che pure in qualche caso sono clamorosamente carenti – ma in verità si stava sostenendo proprio l’esatto contrario e cioè che si rende necessario chiamare a responsabilità chi ha il compito di direzione al fine di ricostruire  le condizioni ottimali per valorizzare le professionalità meritevoli – che sono tantissime – e per consentire a tutti quelli che operano nella sanità con grande impegno e con  sacrificio personale, di farlo serenamente e nelle migliori condizioni lavorative. 
Con la salute, con i bisogni e con le necessità della gente non si può ulteriormente scherzare. Lo abbiamo gridato a grande voce, evidenziando i problemi di una medicina territoriale nel Vastese che appare disorganizzata e lacunosa, di un ospedale civile svilito di risorse, con reparti pronti da anni e non aperti, con reparti promessi solo a parole, ma anche trascurato nella ordinaria manutenzione di un nuovo ospedale a cui non rinunceremo mai, dei Distretti sanitari di base lasciati a languire, della riabilitazione di eccellenza del “San Francesco” mortificata, della Scuola infermieri che si vorrebbe – forse – scippare al Vastese, della Rsa iniziata e inconcepibilmente lasciata a marcire, della Casa di riposo “Sant’Onofrio” che si vuole chiudere nonostante dia sollievo e un prezioso servizio ai più poveri e soli. Ma questi sono solo alcune delle riflessioni e degli spunti che abbiamo sottoposto, in quella occasione, alla attenzione ad alle riflessione dei qualificati e numerosi partecipanti.
Gli elettori abruzzesi avevano infatti  pensato un anno fa che, cambiando il governo regionale, avrebbero avuto a disposizione amministratori più attenti al sociale, più lungimiranti e in grado di interpretare le esigenze del Vastese per farlo tornare, con il vicino Sangro, ad essere la locomotiva dell’intera economia abruzzese.
Tutto questo fino ad oggi non si è visto e, purtroppo, è invece  continuata senza soste la operazione di ingessamento e di spoglio territoriale di beni e di servizi che questa parte del territorio sta subendo da almeno dieci anni (consorzi attivi, ospedali minori, guardie mediche, etc) senza  che, sostanzialmente,  nessuno abbia alzato una voce di contestazione, di protesta o di difesa del territorio amministrato preferendo concentrarsi nella progettazione della propria permanenza politica. E sul futuro personale.
Si è proseguito, infatti, sul presupposto di una situazione ancora complessivamente negativa sotto il profilo delle risorse disponibili, in una politica amministrativa di soli tagli lineari che ha ancor  di più penalizzato chi aveva poco nei territori periferici  e che ha premiato solo gli sperperi e gli sprechi  presenti nelle aree metropolitane di Chieti-Pescara.
Ora però basta. Dobbiamo pensare alla nostra popolazione. Ben venga un altro convegno sulla sanità, organizzato dal Pd vastese, allo scopo di mantenere accesi i riflettori sulle esigenze sanitarie del nostro territorio, così come si era fatto in occasione del convegno del 16 aprile scorso, promosso da Abruzzo Civico. Ribadire la necessità di attivare alcune unità operative (lungodegenza, emodinamica, etc) nell’attuale ospedale e  procedere per  costruire il nuovo ospedale di Vasto, di potenziare e riorganizzare la rete della sanità territoriale del Vastese, potenziando i Distretti sanitari di Vasto e San Salvo,  di definire il destino della RSA di Vasto, iniziata e mai finita, di potenziare l’emergenza – urgenza sul territorio del vastese, crediamo possa essere un viatico politico sul quale è possibile interagire tra tutti quelli che hanno a cuore le sorti del territorio.
Il Pd e Abruzzo Civico possono mettere a disposizione della popolazione una parlamentare e un consigliere regionale di maggioranza. Non è poco se si è veramente interessati alle sorti della sanità del vastese, lasciata al palo dalla giunta Chiodi. L’augurio pertanto è che si lavori in collaborazione, senza tentennamenti e preclusioni. Fare diversamente significherebbe non difendere i diritti e le aspettative dei nostri concittadini, commettendo un errore imperdonabile.
L’augurio pertanto è che si lavori in collaborazione, senza tentennamenti e preclusioni. Fare diversamente significherebbe non difendere i diritti e le aspettative dei nostri concittadini, commettendo un errore imperdonabile.  Vasto e il Vastese hanno necessità non di padrini o di padroni: occorrono amministratori attenti e capaci che, insieme a noi,  siano veramente in grado di ribaltare una insostenibile situazione di degrado”.
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