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Dopo il Senato, la storia della salma in parcheggio per giorni finisce davanti al giudice

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VASTO. La salma della mamma di G.S. dopo 25 giorni di attesa è stata tumulata dal Comune in un loculo del camposanto sulla sesta fila dell’area nuova. La salma riposa finalmente in pace. Ma la vicenda è tutt’altro che conclusa. Il dirigente del Comune, Enzo Marcello,non avendo ricevuto alcuna risposta alla diffida fatta al figlio ( l’uomo è stato  invitato a provvedere entro cinque giorni al pagamento delle spese per la sepoltura) ha avviato una procedura di recupero delle spese sostenute e una richiesta di risarcimento danni alla famiglia della de cuius. Gli accertamenti fiscali e catastali incrociati infatti smentiscono lo stato di indigenza di G.S..Il Movimento 5 Stelle ha comunque messo a disposizione dell’uomo un legale che si occuperà gratuitamente della vicenda. Il consigliere comunale di opposizione Davide D’Alessandro ha fermato la sottoscrizione lanciata per aiutare G.S.

” Sono state numerose le persone che hanno risposto all’appello. Non avevo dubbi sulla generosità dei vastesi. Ne ho parlato con G.S. che ha ringraziato ma ha preferito non accettare alcunchè”, fa sapere D’Alessandro. G.S. ha rifiutato anche l’offerta fatta dalla  titolare di una cappella gentilizia disposta ad accogliere la bara della defunta. La vicenda ora  si trasferisce nelle aule del palazzo di giustizia. Sarà un giudice, dopo una accurata verifica , a stabilire se effettivamente G.S. versa in stato di indigenza e aveva diritto alla sepoltura della mamma o se al contrario si sarebbe dovuto accollare l’onere della tumulazione. 

Paola Calvano paolacalvano@vastoweb.com

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