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Sindacati Fondazione Mileno: se regna silenzio arrogante non si ha un confronto

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VASTO. I sindacati Cgil, Cisl e Uil dei lavoratori della Fondazione Mileno in una nota precisarno:”nessuno di noi, impegnato quotidianamente nelle attività sindacali per difendere con passione quei diritti e valori fondamentali dei lavoratori, pratica lo sport equestre, però in ogni momento cerca di saltare gli ostacoli per risolvere al meglio tutte le questioni riguardanti la nostra realtà lavorativa.
Cogliamo l’occasione per fare qualche semplice domanda all’amministrazione: quante rimesse avete ricevuto durante l’anno in corso da tutte le ASL regionali ed extra regionali; a quanto ammontano le entrate per prestazioni erogate presso la residenza anziani; l’investimento molto oneroso della risonanza magnetica quale rapporto ha tra costi e ricavi;
quanto si ricava dalle prestazioni specialistiche effettuate presso gli ambulatori; quanto rendono i ricoveri erogati in libera professione; la Fondazione ha delle partecipazioni presso alcune cooperative (ad. es. OSA) ? nell’eventualità, a quanto ammontano le quote e quanto renderebbero; in ultimo, senza andare oltre, pur riservando ancora qualche altro legittimo dubbio; come mai i lavoratori (creditori privilegiati) vengono pagati sempre in ultimo.
Vogliamo concludere dicendo che, se regna un silenzio “arrogante”, non si riesce ad avere un confronto leale nel merito di tutte le questioni in essere, ma nonostante tutto si continua a svolgere l’attività sindacale per il bene e l’interesse di tutta la struttura.
Siamo convinti che un’azienda si fortifica quando decisioni o scelte importanti vengono condivise con i lavoratori, invece quando un’amministrazione non è capace di riunirsi per tracciare un percorso condiviso, allora sì che giorno dopo giorno potrebbe perdere di credibilità e rispettabilità.
Nell’ultimo incontro con l’assessore alla sanità, Dott. Silvio Paolucci, abbiamo fatto presente, che nell’ambito del processo della riconversione venga riconosciuto alla Fondazione l’importante ruolo che svolge sul territorio, garantendo i veri bisogni dei pazienti e salvaguardando i livelli occupazionali. Auspichiamo quindi -conclude la nota- che tutte le criticità rappresentate nel citato incontro (mancato rispetto dei contratti da parte delle ASL, sospensione dei pagamenti per prestazioni effettuate presso alcune strutture decentrate, contenzioso sull’art. 14 ecc.) trovino sollecita soluzione e che si apra nell’immediato un confronto allargato con l’assessorato alla salute per valutare attentamente l’impatto che potrebbe avere la riconversione dei posti letto”.
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