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La politica che non va, a parole posti di lavoro, nei fatti 250 disoccupati

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GISSI. “Se dovessi essere eletto non sarete più voi a venire da me ma verrò io da voi”. Così parlava il governatore Luciano D’Alfonso alla vigilia delle elezioni regionali. Ma la saggezza dei proverbi insegna “passata la festa gabbato lo santo”. D’Alfonso non si è visto e neppure il lavoro più volte annunciato dal suo vice Giovanni Lolli. Che amarezza. La luce in fondo al tunnel non si vede e ormai manca anche il respiro. A dispetto di tante promesse per i 350 ex dipendenti della Golden Lady non è stata trovata alcuna forma di rioccupazione. La riconversione bis è fallita e sulla vertenza è calato un sipario di silenzio. La mobilità ormai è scaduta. Ducentonto cinquanta operai non hanno più alcun reddito. Ieri i sindacati hanno lanciato un accorato appello  al ministero e contestualmente ai parlamentari del Vastese. Più che un appello è l’ultimo disperato tentativo di aiutare trecento famiglie a non sprofondare in un drammatico limbo. “Le organizzazioni sindacali, unitamente a tutte le lavoratrici e ai lavoratori, chiedono la riconvocazione urgente di tutte le parti, compresa la Golden Lady, per avere finalmente notizie sulla vertenza e sulla riconversione”, scrivono Giuseppe Rucci (Cgil), Franco Zerra (Cisl) e Arnaldo Schioppa (Uil). Il tono dei sindacati non è affatto conciliante.
“Tutti sappiamo quanto è accaduto con il precedente tentativo di riconversione e le conseguenze negative sui lavoratori e sul territorio”, ricordano. “Nell’ultimo incontro ministeriale, però si era convenuto di portare avanti la discussione in sede regionale, per verificare possibili soluzioni. A questo si era aggiunta la disponibilità della Regione, anche e soprattutto attraverso gli strumenti disponibili sia in termini normativi che economici. Però, dopo diversi incontri el corso dei quali sono state riferite ai sindacali possibili soluzioni, da diversi mesi non abbiamo più ricevuto alcuna notizia”, denunciano Rucci, Zerra e Schioppa. 
Ormai  250 lavoratori coinvolti (100 già da un anno), sono usciti dal percorso di mobilità e sono in drammatiche condizioni economiche, con evidenti ripercussioni sia sulle loro famiglie, sia a livello di dignità personale. “Non non può oltretutto non essere considerato l’impatto negativo sull’occupazione di un territorio come quello della Val Sinello, già provato da tantissime altre situazioni di crisi”, rimarcano i sindacati sperando che la lettera riaccenda i riflettori sulla drammatica vicenda.Le amministrative a Vasto si avvicinano. Prima di dare fiducia a qualcuno è bene valutare i fatti più che le parole. paolacalvano@vastoweb.com

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