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Mesi di promesse e nessuna soluzione, alla Sider Vasto scatta il presidio

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VASTO. Nuovo presidio alla Sider Vasto di Punta Penna. Questa mattina i 50 lavoratori riprendono il presidio davanti ai cancelli della fabbrica. Nel pomeriggio i sindacati hanno un incontro negli uffici della Regione per cercare di sbloccare la situazione e convincere l’attuale proprietario a non smembrare la fabbrica già richiesta da un potenziale acquirente disposto a ridare lavoro a tutti i 50 dipendenti. 
“E questo non è un particolre da poco”, dice Franco Musacchio (Uil) che rappresenta i lavoratori con il collega della Cgil, Carmine Torricella. Nel mese di giugno il presidio permanente dei lavoratori impedì l’ingresso nella fabbrica ad un camion che avrebbe dovuto prelevare una importante attrezzatura. Ora le maestranze tornano a chiedere l’intervento delle istituzioni e lanciano un altra disperata richiesta di aiuto. I 50 operai della Sider Vasto, a distanza di mesi dalla fine della cassa integrazione guadagni straordinaria (la cig è finita il 12 agosto) temono che il futuro dell’azienda sia a tinte fosche. 
“A febbraio finisce anche la mobilità”, rimarca Musacchio. Dipendenti e sindacati sono pronti ad azioni plateali per impedire che la fabbrica possa essere ceduta a pezzetti. Per loro sarebbe il preludio al fallimento. Per questo sono pronti a bloccare ad oltranza l’uscita dallo stabilimento per impedire che venga portato via un macchinario di precisione che taglia le lamiere. “E’ il punto di forza della Sider, un macchinario indispensabile per l’azienda siderurgica. Chi vuole acquistare questa fabbrica, il gruppo Rapullino, la vuole intera”. Il gruppo Rapullino ha presentato un progetto d’acquisto di tutta la fabbrica e (fatto ancora più importante) la riassunzione di tutti i lavoratori. paolacalvano@vastoweb.com

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