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Desiati: non è vero che sono deciso a correre senza Forza Italia

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VASTO. La democrazia a volte è un bel gioco fatto di rimbalzi. Dopo alcune voci di maggioranza è giusto e doveroso ascoltare chi fa opposizione. Senza girarci intorno, siamo andati dal personaggio della politica vastese che, negli ultimi anni e più di ogni altro, ha incarnato questo ruolo: oggi siamo a tu per tu con Massimo Desiati.
Nella sua passata candidatura a sindaco non si è alleato con il centro destra e questa volta è nuovamente deciso a correre senza il sostegno di Forza Italia. Perché? Non è vero che sono deciso a correre senza Forza Italia, anzi lo sforzo è quello di aggregare tutti i movimenti civici e i partiti politici alternativi all’attuale amministrazione comunale, con i propri simboli e con le persone che li rappresentano. L’importante è riconoscersi in un unico programma che sia comun denominatore di una coalizione.
Quindi è propenso ad essere la guida di una coalizione alternativa a quella dell’amministrazione uscente? Partiamo da Vastoduemilasedici. Questo raggruppamento nasce come intergruppo consiliare, vale a dire come formazione composta da consiglieri comunali di opposizione che negli ultimi due anni hanno deciso di svolgere attività istituzionale insieme, firmando interrogazioni, interpellanze, mozioni, documenti di comune accordo. Questa attività ha sviluppato anche un percorso che ha portato alla trasformazione dell’intergruppo in una coalizione elettorale sotto l’egida di un unico programma amministrativo su cui stiamo lavorando. Non è un raggruppamento chiuso ma, al contrario, ambisce ad avere come alleate tutte le sigle che rappresentano la opposizione all’attuale amministrazione comunale.
Di cosa ha realmente bisogno una cittadina come Vasto? Innanzitutto una cittadina come Vasto ha bisogno della promozione del proprio territorio per rilanciare l’economia turistica. Necessita di maggiori servizi da offrire agli ospiti in quanto turisti, servizi che certo e comunque restano per tutti i residenti. Non dimentichiamo che attualmente Vasto supera i quarantunomila abitanti, non è più un piccolo centro, ed i servizi oggi offerti alla sua popolazione sono dimensionati per una cittadina di tanti anni fa, questo non è possibile. Parlo di acquedotto, fognature, infrastrutture, servizi in genere. Abbiamo iniziato a presentare il nostro programma amministrativo con delle schede video, la prima è già on-line. Con esse apriamo il confronto anche con le altre forze politiche che volessero partecipare alla coalizione elettorale, oltre ad offrirle all’attenzione della cittadinanza. La mia candidatura è espressione di una coalizione composta, ad oggi, da due liste di partito e di due liste civiche, ed è una candidatura proposta a tutte le altre forze di partito alternative all’attuale amministrazione comunale.
Cosa pensa di un meccanismo come quello delle primarie? Non sono tendenzialmente favorevole primarie, innanzitutto perché possono essere falsate nel loro risultato. Si corre il rischio che le forze politiche avversarie vi partecipino, scegliendo così il candidato più debole. Non esiste un regolamento o un sistema per le primarie che impedisca ad esse di parteciparvi. Le primarie, frutto di un’esperienza propria del centrosinistra, sono messe in discussione persino da questo. Sono piuttosto favorevole ad accordi di natura politica e programmatica. Inoltre, sono più propenso a ritenere che questo meccanismo tenda a dividere più che ad unire.. 
Lei ha recentemente incontrato Tagliente, con cui non parlava da anni, perché ha accettato di vederlo? Oggi, non rappresento solo me stesso, ecco perché non possono esistere rancori o ragioni di natura personale. Essendo espressione di una coalizione, dialogo con chiunque mi chieda di farlo. All’ordine del giorno di questo incontro c’era l’ipotesi di un accordo politico quindi, dopo aver consultato gli amici di cordata e gli attuali alleati, ho incontrato l’avvocato Tagliente al pari di altre persone e realtà politiche.
Si può affermare che storicamente Vasto sia una cittadina di destra. Dopo questi anni con Luciano Lapenna, secondo lei, Vasto avrebbe bisogno di un’amministrazione di destra? Vasto avrebbe bisogno di un’amministrazione composta da gente che ama la propria città e che svolge il proprio lavoro con passione. Non so, in questa fase, quanto possano pesare i partiti, siano essi di centrodestra o di centrosinistra. È importante che le loro sigle ci siano in una coalizione, anche perché, per il loro tramite, è importante che ogni città, ed anche questa, abbia rappresentanze, diciamo di filiera, che le permettano di avere riferimenti negli altri livelli istituzionali. La catalogazione di città di destra può far certamente piacere a chi vota a destra in occasione delle elezioni politiche ma qui stiamo parlando di un’amministrazione cittadina ed è cosa diversa. Le faccio un esempio. All’interno del movimento civico “Progetto per Vasto” ci sono persone che, in occasione delle elezioni politiche, votano per il centrosinistra ma che, nelle elezioni comunali, vanno oltre questo dato di appartenenza ideologica e vedono nel programma amministrativo, nel progetto appunto, obiettivi importanti per il bene della città. Le categorie della politica, in termini amministrativi, tendono a perdere la loro efficacia; in definitiva gran parte della cittadinanza sente di appartenere più alla propria città che non a sigle di partito.
Cosa vuol dire, ora come ora e dopo la parentesi del berlusconismo, essere di destra, se questo concetto ha ancora senso? Questa è una domanda che meriterebbe un convegno. In termini politici, essere di destra ha sicuramente un senso, al pari dell’essere di sinistra. Anche in termini di politica amministrativa è possibile marcare delle differenze. Secondo me, i valori del centrodestra sono valori di maggiore libertà e che, quando si concretizzano in azioni, producono maggiore efficacia ma sta parlando chi, quando vota alle politiche, vota centrodestra. I termini amministrativi possono però, per molti, cambiare una visione così concepita. Certo è che se l’esempio di amministrazione di centrosinistra è quello dato a Vasto, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti, mi chiedo come si faccia a votare ancora per uno schieramento di centrosinistra…
Fare opposizione è avvincente, amministrare è cosa diversa. Quale delle due facce della politica preferisce? Per le mie vicende politiche sono stato diversi anni all’opposizione e molti meno al governo, mi riferisco soprattutto all’esperienza in Regione. Aver fatto molti anni opposizione mi ha convinto di quanto fosse giusto voler fare cose diverse da quelle prodotte dalla maggioranza a cui ho fatto opposizione. Ma essere stato sia in maggioranza che all’opposizione mi permette di filtrare meglio il giudizio nell’esprimere un programma amministrativo, escludendo tutto ciò che di negativo o improduttivo ho avuto modo di individuare facendo esperienza in minoranza e migliorando, anche correggendo, scelte operate in maggioranza. Aver vissute ambedue le esperienze credo abbia contribuito ad una formazione personale più completa. Se mi chiede quale è il ruolo che preferisco interpretare, la risposta è governare, ovvio. Un sentimento di sana sofferenza c’è comunque, però provarlo nello sforzarsi di veder realizzazione concreta di progetti ed idee è sicuramente cosa migliore. All’opposizione ci si impegna senza poter vedere realizzati i propri progetti, questo accade per principio, poiché quel che propone l’opposizione, per il solo fatto che da essa è proposto non può o non deve essere considerato dalla maggioranza che poi decide. Nella nostra attività di opposizione in Comune, in questi anni, non ci siamo limitati solo a negare validità alle scelte della maggioranza, ci siamo anche prodigati nel segnare percorsi alternativi, presentando proposte anche importanti ma ignorate solo perché ispirate o presentate da noi.
Quale dei suoi avversari politici salverebbe e quale butterebbe giù dalla torre? E dei suoi “amici”? Degli attuali alleati e amici, giù dalla torre, non butterei proprio nessuno. Questo perché, segnato l’insieme, ogni idea che possa venir fuori dalla loro intelligenza rappresenta un arricchimento. Da questo principio nasce anche la opportunità di una coalizione unica in vista delle prossime elezioni. Occorre riuscire a fare sintesi, cosa che non necessariamente significa far compromesso. Bisogna riuscire a trovare la soluzione che soddisfi le aspettative di tutti coloro che si sentono rappresentati in un unico programma. Tra gli avversari ci sono consiglieri che hanno partecipato all’esperienza amministrativa in modo positivo e propositivo. Sono coloro che hanno avuto più a cuore il bene della comunità cittadina che non quello del partito di appartenenza. Tutto il resto, per i risultati, ovviamente giù dalla torre. All’amministrazione uscente, in definitiva, è mancata la passione, la voglia di fare. E’ stata un’amministrazione burocratizzata.
Come deve essere il successore di Luciano Lapenna? Deve avere determinazione, deve vivere meno il regime di obbedienza alle filiere di partito e deve mantener fede al programma amministrativo con cui si è presentato alle elezioni e con il quale le ha vinte. 
Un voto sull’amministrazione uscente? Sicuramente un voto di insufficienza, senza possibilità di essere rimandati a settembre. D’altronde la possibilità di recuperare l’amministrazione uscente l’ha già avuta nel momento che le sue consiliature sono state due. Se proprio devo esprimere un voto, non più del quattro.
Andrea Mastrangelo

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