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Domenico D'Ercole, una vita in sella alla sua Harley per scoprire il mondo

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SCERNI. Avere uno spirito libero, la voglia di girare il mondo e conoscere nuove persone, è un sogno che si insegue sempre. La passione non ha età e le moto da più di 40 anni continuano a incuriosire Domenico D’Ercole, carismatico cittadino di Scerni. 
Insieme a lui e ai racconti dei suoi viaggi, è stato possibile ricordare alcuni modelli di moto che hanno fatto la storia delle due ruote. La sua avventura è cominciata all’età di 16 anni quando, incoraggiato dal padre, ha ricevuto in regalo una “Lambretta 125DL Macchia nera”. 
E’ passato poi alla “Moto Guzzi”, tre diversi modelli “Honda” e infine “Harley Davidson”. Tanti i compagni di viaggio che hanno portato Domenico a imbattersi più volte, nei percorsi pericolosi e affascinanti dell’Africa. Libia, Marocco, Mauritania, sono alcuni degli Stati attraversati. Ancora oggi, ricorda con grande emozione quei giorni indimenticabili, vissuti insieme al suo amico di sempre, Evan De Mia e poi insieme alla moglie.
“Il  primo viaggio –ha raccontato- è stato compiuto con Evan, che all’epoca aveva una Ducati 250. Siamo partiti da Pescara, con la nave Tiziano, destinazione la Grecia. Per l’occasione, il padre di Evan  preparò i medicinali necessari al viaggio, mentre mia madre si occupò dei sughi. Il viaggio più bello invece –ha continuato- è stato in Africa. Ha richiesto ben 6 mesi di preparazione per affrontare il deserto.  Le difficoltà a resistere al ghibli, il vento caldo e umido che uccide, ci ha messo a dura prova, rendendo però ancora più competitivo ed entusiasmante il viaggio. Per i viaggi in moto il bagaglio è ciò che indossi. Nel deserto bisogna viaggiare coperti altrimenti ci si brucia. 
Dopo tante mete e belle esperienze però una brutta caduta ha causato la frattura della tibia e del perone. L’impossibilità di tornare in sella, l’ha costretto ad effettuare il viaggio successivo, a bordo di una jeep, accompagnato questa volta dalla figlia Lidia.  “Nel tragitto Tripoli-Ghadames, siamo stati scortati dai militari libici. E lì è successo un fatto curioso. 
Si dice spesso che il mondo è piccolo, ma mai avrebbe immaginato quello che gli stava per accadere. Domenico aveva acquistato una cassetta di arance che aveva depositato dietro la jeep. Arrivati a destinazione, la figlia Lidia nel trasportarle le fece cadere a terra e il padre commentò l’episodio dicendo in dialetto scernese E dai, puoi stare attenta.  Domenico si sentì gelare il sangue quando uno dei libici disse “Ma sei abruzzese?” il militare aveva riconosciuto il dialetto della madre, originaria di Taranta Peligna che aveva sposato un libico. 
Con il figlio Nello, l’incallito centauro condivide la passione per il moto cross. Due anni fa insieme hanno costruito una pista in un terreno di proprietà in contrada Torrone a Scerni. In questa pista si allenano anche i crossisti che gareggiano in competizioni regionali. 
Da tempo Domenico è uno dei 60 componenti del Pescara Chapter, gruppo composto da persone di varie fasce d’età, tutti con la passione per la Harley Davidson. E’ stato dichiarato il “vecchio e il saggio” del gruppo come è riportato anche su una targa che gli è stata donata.
Intanto tra un raduno e gli impegni con la famiglia sta già programmando il suo prossimo viaggio e per l’occasione acquisterà una nuova moto, Harley naturalmente. 
paoladadamo@vastoweb.com

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