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Amato a Lorenzin: va salvata la professionalità dei tecnici di radiologia

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VASTO. L’onorevole Maria Amato in una lettera inviata al ministro della sanità, Beatrice Lorenzin manifesta l’amarezza per il mancato riconoscimento della professionalità dei tecnici sanitari di Radiologia e la loro autonomia di lavoro nell’ambito delle procedure radiologiche standardizzate senza mdc, ribadita anche nelle sentenze dei processi di Marlia e Braga
“Apprendo con preoccupazione, dal Presidente della Federazione Nazionale dei Collegi Professionali dei Tsrm –scrive Maria Amato al ministro Lorenzin- che la Sezione II del Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 13 u.s. avrebbe approvato il testo finale delle Linee guida sulle pratiche radiologiche sperimentate e che lo stesso sarebbe stato trasmesso in data 27 ottobre per essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale.   Manifesto la mia sorpresa e raccolgo l’amarezza dei Tecnici Sanitari di Radiologia Medica che ancora una volta vedono non adeguatamente riconosciuta la loro professionalità e la loro autonomia di lavoro nell’ambito delle procedure radiologiche standardizzate senza mdc, ribadita anche nelle sentenze dei processi di Marlia e Braga. Ma la più forte preoccupazione vogliamo esprimere per le ricadute operative di queste linee guida sulla organizzazione delle radiologie: i Tsrm non potranno infatti lavorare in assenza del medico radiologo per la esecuzione di pratiche radiologiche in regime ambulatoriale presso strutture territoriali, facendo venir meno un importantissimo presidio sanitario.
Questa indicazione comporta infatti che in ogni sezione radiologica territoriale per la esecuzione di esami di radiologia convenzionale senza mezzo di contrasto sia presente tutta la equipe radiologica con il conseguente incremento obbligatorio e tempestivo degli organici medici delle radiologie e rende praticamente inutili i cospicui investimenti delle Regioni in telerefertazione.   Ci pare inoltre poco coerente dare ai tecnici di radiologia l’autonomia della esecuzione degli stessi esami in emergenza quando il radiologo è reperibile, contemplando anche possibilità di referto differibile mentre non sarebbe riconosciuta analoga autonomia nella esecuzione in elezione in strutture territoriali.   Inoltre, non va sottaciuto l’impatto di dette  linee guida sulla normativa sul rischio  clinico e sulle valutazioni che stanno orientando l’innovazione dei modelli organizzativi dei servizi ed in particolare nel campo della moderna radiodiagnostica, fatta di molteplici figure professionali, di mansioni singole e di lavoro di equipe, riconoscendo al medico radiologo i suoi atti specifici:il referto e la somministrazione del mezzo di contrasto, al prescrittore: la responsabilità di ciò che richiede nel rispetto della appropriatezza e al tecnico di radiologia: la esecuzione di un esame radiologico convenzionale secondo gli standard”.
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