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L'eurodeputata Aiuto punta il dito contro l'atteggiamento del Pd

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VASTO. L’eurodeputata Daniela Aiuto interviene in merito alla Macroregione adriatico -ionica. “Progetti come la ristrutturazione dell’Ilva, il gasdotto Tap, i rigassificatori e Tav non possono essere inseriti in nessuna strategia di sviluppo che sia realmente sostenibile. Eppure, è quello che hanno fatto il PD e la maggioranza del Parlamento europeo inserendo tali progetti, previsti dal piano Efsi, all’interno della strategia Ue per la Macroregione adriatico-ionica”. Lo ha detto l’eurodeputata del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, commentando il voto del Parlamento di Strasburgo alla relazione sulla strategia per la Macroregione adriatico-ionica. “Tali progetti – continua – sono ad altissimo impatto ambientale, controproducenti per la crescita dei territori e agli antipodi rispetto a quella ‘blue economy’ che, invece, dovrebbe essere uno dei pilastri della strategia di sviluppo dell’area dell’Adriatico e dello Ionio. Un pilastro che, alla luce di quanto detto, risulta essere solo una bella parola all’interno di un testo contraddittorio e pericoloso”.

Aggiunge l’eurodeputata M5S Daniela Aiuto: “Il presidente D’Alfonso in Abruzzo si sta esaltando per quella che reputa una vittoria sua e del Pd europeo, ma voglio precisare che, a differenza di quanto hanno scritto i giornali, l’emendamento al paragrafo 58, che promuoveva il completamento del corridoio baltico-adriatico, includendo il prolungamento dell’intera dorsale ionico-adriatica,  é stato sottoscritto anche da noi del Movimento 5 Stelle, e non solamente dai colleghi del Pd”.

Le Eurodeputate Aiuto e D´Amato infine puntano il dito contro l’atteggiamento del Pd sul prolungamento del corridoio infrastrutturale baltico-ionico fino a Brindisi: “Tale prolungamento è una vittoria italiana e del M5S, che ha cofirmato e fatto approvare un apposito emendamento alla relazione – spiega – Quando abbiamo presentato la proposta in commissione parlamentare REGI, il Pd ha prima votato contro rischiando di farla cadere. Poi, sotto la luce dei riflettori di Strasburgo, e le pressioni del Comitato delle Regioni ha dato il suo ok. Non è con questa ipocrisia renziana a uso e consumo dei media – conclude D’Amato – che si aiutano i territori a crescere. I cittadini lo sappiano”.   

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