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Sos dei lavoratori del Coniv, a rischio il consorzio e il futuro è un'incognita

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VASTO. Il Vastese rischia di perdere un altro gioiello, il Coniv. Il futuro  dei 40 lavoratori e della depurazione è a rischio.
La conferma del pericolo è data dal silenzio. A Marzo 2016 scade la convenzione che era stata firmata dall’ente che si occupa della depurazione delle acque del Vastese e della valle del Trigno con l’ex Coasiv, attuale Arap. Più volte i responsabili degli impianti hanno chiesto alla Regione e All’Arap notizie in proposito. Non hanno ricevuto alcuna risposta. 
“Non sappiamo che ne sarà di noi”, si sfoga qualche lavoratore. “Qual’è la nostra colpa quella di vere sempre fatto il ostro dovere?”. L’ente ha tuttavia sofisticati impianti di depurazione. Grazie a loro il Vastese ha superato e vinto l’estate scorsa la siccità. Sempre grazie al Coniv è stato possibile gestire l’emergenza della diga di Chiauci e prima ancora il divieto di utilizzo dell’acqua del Trigno nella traversa di Lentella e la sostituzione con l’acqua prelevata da San Giovanni Lipioni. Guai se il Vastese restasse senza Coniv. La preoccupazione è grande. 
I responsabili del Coniv hanno sollecitato delle risposte: a chi andranno gli impianti, chi se ne occuperà? La popolazione della valle del Trigno è quella che teme di più, ma anche i residenti della riviera di Vasto e San Salvo. La richiesta è unanime: cercasi un politico che riesca a salvare il Coniv evitando di togliere al territorio un altro gioiello.
paolacalvano@vastoweb.com

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