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Trivellazioni: la Croazia sospende i progetti di ricerca in Adriatico

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VASTO. “La Croazia, per salvaguardare le due coste, ha sospeso i progetti per le piattaforme per la ricerca del petrolio nel mare Adriatico e penso che dovrete anche voi in Italia e sul l’altra sponda del nostro mare prendere in considerazione questa eventualità. Questo é un grande pericolo per il mare Adriatico”. La novità nella battaglia contro le trivellazioni in mare Adriatico arriva direttamente da Ortona, durante un convegno sulla Macroregione Adriatico-Ionica e ad annunciarla e’ il delegato dell’Ambasciata di Croazia in Italia Llija Zelalic.
Dichiarazioni importanti quelle riportate dall’Ansa nazionale, che fanno il paio con le battaglie che si stanno portando avanti anche in Molise e nel vicino Abruzzo dove il progetto per l’installazione della piattaforma Ombrina Mare va avanti e per la quale il 9 novembre si terrà una conferenza di servizi convocata dal Governo nazionale per il nulla osta al progetto.
E così mentre in Italia si dibatte sugli articoli dello Sblocca Italia che, di fatto, andrebbero a permettere le trivellazioni in mare con un’apertura nei confronti delle multinazionali, è la Croazia a ricordare ai ‘dirimpettai’ dell’Adriatico quanto il turismo sia importante nello sviluppo di entrambe le nazioni.
La necessità, quindi è di tutelare il turismo “la risorsa più importante da sviluppare per i paesi che si affacciano in questo mare. E così mentre in Croazia nasce una piattaforma comune contro il petrolio, rappresentanti di organizzazioni e movimenti ambientalisti di Albania, Croazia, Montenegro, Slovenia e Italia hanno aderito al network SOS Adriatico. L’intento è quello di dare vita ad una piattaforma comune per difendere l’Adriatico dai petrolieri. Per l’Italia erano presenti Legambiente e i movimenti No Ombrina e Trivelle Zero Marche. Grande l’attenzione rispetto a quello che sta succedendo in Italia così come riportato anche da Mattia Lolli di Legambiente, Giulia Zandri di Trivelle Zero Marche e Augusto De Sanctis del Coordinamento No Ombrina (negli ultimi mesi spesso e volentieri presente in Molise dove ha parlato anche delle trivelle che potrebbero sorgere nell’hinterland termolese).
Un confronto che “è stato molto proficuo perché sono state poste la basi per numerose azioni concrete comuni da realizzare nei prossimi mesi”.
E contrari alle trivellazioni non si sono detti solo gli italiani ma anche i croati considerando che metà della popolazione della Croazia è contraria alle perforazioni in mare, la Slovenia le ha già vietate; e le stesse compagnie petrolifere in Croazia rinunciano ai permessi per la mancata convenienza economica. Secondo un sondaggio – commissionato da ‘Sos Adriatico’ e condotto dall’Agenzia Ipsos puls a ottobre su un campione di 1000 persone in Croazia – sulle perforazioni petrolifere in Adriatico, il 49,4% del campione è contrario allo sfruttamento del petrolio in Adriatico, il 37,9% è a favore, mentre il 12,7% non sa; in Dalmazia la percentuale dei contrari sale al 56% mentre solo il 31% è favorevole.
Associazioni e Comitati italiani raccontano che negli incontri “c’è stata molta attenzione a quanto sta accadendo in Italia. Il confronto è stato proficuo perché sono state poste le basi per numerose azioni comuni da realizzare nei prossimi mesi, come iniziative verso la commissione Europea per la mancanza della valutazione dell’effetto cumulo e della Valutazione di impatto ambientale transfrontaliero sui singoli progetti petroliferi approvati dal ministero dell’Ambiente italiano”.
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