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L'assessore Luigi Masciulli dice no ad una ricandidatura a tutti i costi

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VASTO. Torniamo alle nostre interviste, torniamo ai faccia a faccia che tanto ci piacciono, torniamo a parlare con l’amministrazione Lapenna e con i suoi protagonisti e lo facciamo a viso aperto, a ruota libera e senza preconcetti. Stavolta è toccato all’assessore Luigi Masciulli, avvocato alla prima esperienza amministrativa.
Ripercorriamo molto velocemente la sua storia amministrativa degli ultimi anni. Entra prepotentemente in scena, e da protagonista, nella crisi dell’amministrazione Lapenna nel 2013; assessore all’urbanistica fino alle annunciate dimissioni di maggio scorso quando, colpo di scena, rimpasto amministrativo, vediamo rientrarla in giunta con la delega ai servizi. Da acerrimo contestatore del Sindaco a pedina fondamentale per tenere in piedi la baracca. Si sente un po’ come l’ago della bilancia Lapenna? All’esito della crisi amministrativa della primavera del 2013, il Sindaco Luciano Lapenna ha voluto che entrassi a far parte della squadra di governo cittadino affidandomi la delega all’urbanistica. Qualcuno, maliziosamente, ha detto che il Sindaco, in realtà, ha voluto punirmi affidandomi un settore “rognoso”, che crea solo problemi, anche dal punto di vista giudiziario, e che non dà alcuna visibilità politica, ma, anzi, ti crea molti nemici. Io, invece, che sono avvocato libero professionista ed alla prima esperienza amministrativa, ho apprezzato la scelta del Sindaco, che ha voluto affidarmi un incarico di così grande responsabilità, molto delicato, soprattutto di questi tempi. Allo stesso momento, ero ben consapevole del compito gravoso che mi attendeva. La conferma dell’apprezzamento del mio operato, l’ho avuta al rientro in Giunta dopo le mie dimissioni dello scorso aprile, allorquando il Sindaco, oltre a confermarmi la delega all’Urbanistica, mi ha affidato anche quella ai Servizi Scolastici e allo Sport. Non  ho mai criticato il Sindaco “a prescindere”: se l’ho fatto, come nel caso delle mie dimissioni, è stato solo perché rivendicavo maggiore attenzione verso il settore urbanistica, al fine di non vedere svanire importantissimi risultati per i quali avevamo alacremente lavorato e che erano ormai a portata di mano. Il Sindaco e le forze politiche di maggioranza hanno riconosciuto la giustezza dei miei rilievi, tanto da fornirmi quelle garanzie scritte che mi hanno dato la tranquillità e la certezza di poter cogliere quei risultati per i quali io e l’intera amministrazione avevamo lavorato. Si erano create, insomma, tutte le condizioni per proseguire nel mio lavoro. Quindi, nessuna volontà di mettere in crisi l’amministrazione, come è stato più volte chiarito anche dal segretario del PSI, Luigi Rampa.
Da assessore all’urbanistica ha ricevuto una marea di critiche, soprattutto quelle relativo allo stato di immobilità dell’urbanistica vastese, alcune anche aspre come quelle che le sono piovute addosso dal movimento d’opposizione che fa capo a Desiati. Come risponde a queste critiche? Un effettivo immobilismo è presente per impossibilità di manovra o sono solo chiacchiere e accuse da campagna elettorale per screditare il suo operato? Io non mi sono mai sentito attaccato dall’opposizione. Quelli di Desiati e Sigismondi che, in occasione delle mie dimissioni, hanno detto che le stesse erano solo “un escamotage per nascondere il nulla espresso dal settore urbanistica”, li definisco solo attacchi “di routine”, il “minimo sindacale” per una opposizione che non sa proprio cosa dire su di me. Anzi, una critica così annacquata mi fa capire che, in realtà, anche loro sono ben consapevoli della bontà del mio operato. Ne ho avuto conferma nel corso del Consiglio Comunale dell’agosto scorso, allorquando  abbiamo esaminato le osservazioni al Piano Spiaggia. Nel corso del suo intervento, il Consigliere Sigismondi mi invitava a riflettere sulla opportunità di continuare con l’accelerata da me impressa ai 2 Piani (l’altro è quello del Centro Storico), in quanto, secondo lui, si dovevano fare altre verifiche. Lì ho capito che la mia azione politica aveva colto nel segno, perché anche l’opposizione si era resa conto dei tempi serrati che avevo imposto per l’approvazione dei Piani. Come dicevo, sono assessore dal 9 maggio 2013. Essendo alla prima esperienza amministrativa, credo sia giusto concedermi almeno 3-4 mesi di “rodaggio”; se a tale periodo aggiungiamo i 2 mesi di azzeramento di giunta della primavera 2014 e i 2 mesi delle mie dimissioni, ecco che al mio mandato possiamo dare, ad oggi, una durata di circa 22 mesi, cioè meno di 2 anni. In tale lasso di tempo abbiamo approvato provvedimenti di rilievo: 1) il Piano Strategico della Macroarea Vasto-San Salvo, unitamente, ovviamente, al Comune di San Salvo; 2) lo Studio di Microzonazione Sismica (tra i primi Comuni della Regione, fuori dal cratere aquilano, ad approvarlo; 3) il Piano Quadro Tratturo; 4) la riperimetrazione delle Aree nella Carta del Rischio PAI (Piano di Assetto Idrogeologico). Inoltre: 5) abbiamo ultimato l’iter di nostra competenza del Piano di Gestione SIC (Sito di Interesse Comunitario) Marina di Vasto e siamo solo in attesa della (imminente) approvazione in Consiglio Regionale; 6) siamo in dirittura di arrivo per altri 2 strumenti importantissimi: il Piano di Recupero della Città Storica (c.d. Piano Cervellati) e il Piano del Demanio Marittimo Comunale (c.d. Piano Spiaggia), le cui approvazioni definitive in Consiglio Comunale e successive pubblicazioni sul BURA sono previste, rispettivamente, entro il 31 dicembre prossimo e 15 febbraio 2016; 7) abbiamo avviato l’iter, con delibera di G.M. del giugno scorso, del Piano di Gestione SIC Punta Aderci – Punta Penna. Tutto questo, ovviamente, anche grazie all’impegno, alla professionalità ed alla competenza del personale dell’Urbanistica. Senza considerare, poi, che abbiamo dovuto affrontare la delicatissima questione  del ”Molino Village”, della quale si è molto parlato. Tutto ciò, ripeto, in meno di 2 anni. E’ ovvio, questi sono strumenti urbanistici e, in quanto tali, destinati ad esplicare i propri effetti nel lungo periodo e dei quali non si percepisce immediatamente l’importanza. Vi è, poi, l’attività ordinaria. Dall’insediamento dell’amministrazione Lapenna, tutto il settore è stato riordinato. Pensi solo che nel 2006 non esisteva né un archivio, né un registro cronologico. Le lascio immaginare come venivano gestite le pratiche. Lottiamo quotidianamente con i disastri del Piano Regolatore del 2001. Con la revisione delle NTA (Norme Tecniche di Attuazione), l’amministrazione Lapenna ha evitato l’ulteriore saccheggio urbano. Pensi, per esempio, che, ancora oggi, arrivano proposte progettuali (inguardabili, sotto tutti i punti di vista) che vorrebbero ulteriormente violentare la collina di Montevecchio. In definitiva, solo ora si potrà pensare ad un nuovo PRG, avendone posto le necessarie basi.
Ad agosto annunciava la ristrutturazione di alcune scuole di Vasto. Un mese più tardi era presente all’inaugurazione dell’anno scolastico nel plesso dell’Incoronata. Li sono stati effettuati dei lavori importanti. Com’è invece la situazione in contrada Pagliarelli? Sulle scuole di competenza comunale sono stati fatti investimenti importantissimi per la sicurezza. Nello scorso mese di luglio sono stati consegnati i lavori per la messa in sicurezza di varie Scuole ed Asili Nido, per un importo finanziato complessivo pari ad € 1.136.000,00 ed un importo contrattuale complessivo pari ad € 689.177,84. Qualche giorno fa, per la Scuola Martella di Via Bachelet, il Ministero ci ha autorizzato ad utilizzare il ribasso d’asta degli interventi principali, per effettuare ulteriori lavori riguardanti l’impermeabilizzazione di parti ammalorate. Quando si è insediata l’amministrazione Lapenna, nel 2006, nessun edificio scolastico era in regola con le autorizzazioni (sono più di 20) richieste dagli Enti Sovracomunali. Oggi, dopo gli ultimi lavori di cui le dicevo, più del 60% degli alunni che frequentano le scuole di competenza comunale, godono di immobili con tutte le certificazioni. Il destino della Scuola di C.da Pagliarelli dovrà essere deciso dalla prossima amministrazione: o creare un polo scolastico (ma ci vorrà circa 1 milione di euro), o ristrutturare e mettere completamente a norma l’edificio esistente (e ci vorranno circa 300 mila euro). La nostra volontà è, per ora, di effettuare quegli interventi urgenti ed indifferibili per permettere la immediata riapertura del plesso ed in tal senso stiamo operando.
Qual è il suo giudizio sul suo lavoro da assessore negli ultimi anni? Considerato che sono alla prima esperienza, l’impatto con i farraginosi e, spesso, confusionari e contraddittori meccanismi della Pubblica Amministrazione, è stato un po’ traumatico. Le faccio un esempio: quando è stato chiesto il parere di assoggettabilità a VAS (Valutazione Ambientale Strategica) del Piano della Città Storica, la Regione ha detto che non era necessario espletare la procedura, in quanto era sufficiente lo studio preliminare; la Soprintendenza, invece, ha detto esattamente il contrario, ovvero che non era sufficiente lo studio preliminare ma che andava espletata tutta la procedura. Ma, alla luce di tutto quanto le ho esposto e della attività ordinaria svolta dal settore in questi due anni, posso ritenermi, per ora, abbastanza soddisfatto; lo sarò ancora di più allorquando riusciremo ad approvare il Piano Cervellati ed il Piano Spiaggia. Senza volere essere presuntuoso, sono lusingato dei molti attestati di stima che mi giungono da più parti, anche da ambienti del centro-destra, e che riconoscono la bontà del mio lavoro, pur tra innumerevoli difficoltà. E’ ovvio, però, che non tutto quello che si ha in mente di fare si riesce poi a concretizzare, così come è altrettanto ovvio che si può operare sempre meglio.
Passiamo alla politica. Da “Giustizia sociale” al “Psi”. Come si prepara Luigi Masciulli alle amministrative del 2016? E sotto quale simbolo? La lista denominata “Giustizia Sociale per il Buongoverno” era formata da persone di diverse espressioni politiche ed anche della società civile. Nel mio caso, ho subito ribadito quello che tutti sapevano, ovvero che ero socialista. Anche altri hanno precisato la loro appartenenza politica. Dopo le elezioni, ho rifiutato sia l’incarico di vice-presidente del Consiglio, sia quello di capogruppo, proprio perché ho manifestato a tutti l’intenzione di rimare nella mia appartenenza socialista.  Solo chi non si è mai candidato alle elezioni comunali non può sapere che, in tale tipo di consultazione, con oltre 400 candidati a Vasto, gli elettori, nella stragrande maggioranza dei casi, votano esclusivamente la persona. I miei 159 voti sono quelli di amici, parenti, clienti, conoscenti che, a loro volta, mi hanno dato una mano presentandomi altre persone; i voti li ho chiesti uno per uno, casa per casa; non vi è traccia, quantomeno nei miei confronti, di voto di opinione. Pensi che più di qualcuno, che non votava centro-sinistra,  ma che voleva assolutamente sostenermi, mi diceva chiaramente che avrebbe votato in maniera disgiunta, ovvero preferenza a me e voto di lista a candidato sindaco di altro schieramento. Per quanto riguarda le prossime elezioni, ad oggi, nonostante i numerosi inviti che mi giungono,  non ho preso ancora una decisione: per me, fare l’assessore, ha comportato e sta comportando notevole sacrificio sia per la professione che per la famiglia. 
In politica, per un uomo come lei, è più facile riconfermarsi o proporsi come elemento innovatore nonostante l’esperienza alle spalle? Nel 2011 non pensavo minimamente di candidarmi: non rientrava nei miei progetti, tutti incentrati sulla professione. Mi hanno cercato, anche con insistenza, fino a convincermi.  Oggi ho 49 anni e sono nel pieno della mia attività di avvocato. Se ci saranno le condizioni per una ricandidatura, valuterò cosa fare. Ma una ricandidatura a tutti i costi, assolutamente no. Non ho mai avuto bisogno della politica. Nel caso decidessi di ributtarmi nella mischia, non so se sarà facile essere rieletto. Lei non immagina nemmeno a quante persone, che mi hanno lusingato come assessore all’urbanistica aspettandosi qualcosa da me, ho detto di no a muso duro. Non mi pento della scelta. La legalità e l’onestà prima di tutto.
Quale dei suoi avversari salverebbe e quali butterebbe giù dalla torre? Perché? Io salvo tutti, semplicemente perché  è sacrosanto diritto dell’opposizione quello di svolgere il proprio ruolo che, ovviamente, deve essere non solo critico, ma anche propositivo. Mi  dispiace solo quando si va oltre l’attacco politico e si scende sul personale. 
Chi potrebbe essere un degno successore di Luciano Lapenna? Di nomi non ne faccio. Il successore di Luciano Lapenna sarà quasi sicuramente individuato con le primarie che, a mio parere, dovrebbero essere le più ampie possibili. 
Accetterebbe una candidatura a sindaco di Vasto? In questo momento della mia vita no. Vedo il Sindaco Luciano Lapenna impegnato almeno per 8-10 ore al giorno, 6 giorni su 7 e spesso anche la domenica. Significherebbe mettere da parte o non svolgere a dovere  la mia professione, quella per la quale, innanzitutto i miei genitori e poi io, abbiamo fatto tanti sacrifici. Se ve ne sarà l’occasione, se ne potrà magari riparlare più in là.
Un giudizio sull’amministrazione uscente. Senza dubbio positivo. Vi sono cose fatte da questa amministrazione che non hanno avuto il giusto risalto. A titolo di esempio: l’approvazione del Nuovo Piano Regolatore del Porto. Siamo stati i primi in Abruzzo. Ciò permetterà, tra l’altro, di raggiungere quell’obiettivo per il quale l’amministrazione sta lavorando, ovvero la connettività dell’ultimo miglio ferroviario per il Porto di Vasto. Si tratta di un’opera richiesta a gran voce, da anni, in maniera congiunta dalle grandi aziende del vastese e del Sangro (in primis, Pilkington, Denso, Sevel) e dalle rappresentanze sindacali. Il Porto di Vasto, con i suoi fondali profondi ed il suo Piano Regolatore, si pone al centro di futuri interessi  del tessuto produttivo del sud dell’Abruzzo. E’ di qualche giorno fa la notizia del finanziamento di 1,8 milioni di euro per il dragaggio. Importantissimo il lavoro che il Sindaco Lapenna, con il Presidente Luciano D’Alfonso ed il viceministro Riccardo Nencini (segretario nazionale del PSI, il quale, l’autunno scorso, in visita  al Porto di Vasto, aveva assunto impegni, poi mantenuti, in tal senso), porterà, a brevissimo termine, a compimento. I fondi, trai  25 ed i 50 milioni di euro, sono stati già inseriti nel Master Plan che la Regione Abruzzo firmerà a breve con il Governo. Ciò permetterà di salvaguardare migliaia di posti di lavoro. Senza voler scendere nei dettagli delle cose fatte, delle quali sarà sicuramente reso conto nei prossimi mesi, in linea generale posso far rilevare quanto segue.
Non dimentichiamo che l’amministrazione Lapenna  ha governato in uno dei momenti più drammatici per gli Enti Locali. I tagli dello Stato Centrale sono stati sempre più consistenti. Si è riusciti a mantenere i conti in ordine solo con il riordino della macchina amministrativa. Nel 2006 i dirigenti erano 11, oggi solo 3. Nel 2006 si spendevano oltre 10 milioni di euro per il personale, oggi poco più di 7. Altro capitolo di forte risparmio, quello delle esternalizzazioni. I vecchi debiti: oltre 10 milioni di euro lasciati in eredità dalle vecchie amministrazioni, oggi tutti saldati. Attualmente il Comune di Vasto paga le fatture dei fornitori, in media, a 67 giorni; si conta di arrivare a 60 a fine anno. Nel 2006 i fornitori venivano pagati con anni di ritardo, come tutti sanno; le banche non accettavano più lo sconto delle fatture del Comune. Il Comune di Vasto rispetta il Patto di Stabilità, i suoi conti sono in ordine, a differenza di quelli di tanti altri Comuni: ad esempio, Chieti, in forte difficoltà, con un buco ben superiore ai 28 milioni di euro ipotizzati e mancato rispetto del Patto che comporterà pesantissime sanzioni, tanto da spingere i Revisori dei Conti, appena 40 giorni fa, a bocciare il previsionale 2015; per non parlare di Pescara, addirittura in pre-dissesto. Ancora, il Comune di Vasto è sotto la media nazionale per il costo della Tari, contrariamente a città come Teramo, L’Aquila, Chieti e Pescara, tutti sopra la media. Lo dice una classifica del Sole 24 Ore dell’agosto scorso. Inoltre, uno studio comparato della CNA pone il Comune di Vasto tra quelli più virtuosi nel contenimento delle imposte per le attività produttive, con una diminuzione delle stesse negli ultimi 5 anni. Altro capitolo importante, la trasparenza amministrativa. Il Comune di Vasto ha pubblicato sul sito istituzionale le Determinazioni Dirigenziali anche quando non ve n’era l’obbligo. Dall’ultimo monitoraggio effettuato dal Ministero della Funzione Pubblica nell’aprile di quest’anno, in riferimento ai parametri di trasparenza, partecipazione ed accountability, nel rapporto tra cittadini e strutture governative, è emerso che il Comune di Vasto soddisfa il 100% degli indicatori previsti dalla legge (66 su 66). San Salvo, ad esempio, è negli ultimissimi posti, con una percentuale dell’ 1,52%, soddisfacendo solo 1 indicatore su 66. Ed ancora, se lei fosse curioso di conoscere la situazione reddituale e patrimoniale mia e di mia moglie, potrà immediatamente soddisfare la sua curiosità semplicemente accedendo al sito del Comune.
Andrea Mastrangelo

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