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Amato e Borghi a Torrebruna per lo sviluppo della montagna

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TORREBRUNA. “Non si devono concentrare gli sforzi soltanto nei territori a più alta concentrazione demografica. Si tratterebbe una scelta dissennata, che porterebbe all’impoverimento e alla sterilità di larga parte del territorio nazionale, quando invece l’ambiente e il territorio sono beni indispensabili per la vita e la qualità italiana. E’ nostro compito accumulare e distribuire con intelligenza il capitale sociale, in modo di consentire a tutti il pieno esercizio di una cittadinanza attiva.” ( Sergio Mattarella – Presidente della Repubblica)
“Sono parole prese dal discorso del Presidente della Repubblica Mattarella che richiama l’attenzione ai territori periferici indipendentemente dalla popolosità perché nessuno deve rimanere indietro.  –  lo afferma Maria Amato Parlamentare del PD – Guardo allo sviluppo sinergico  del territorio del vastese oltre che come un punto di forza per la ricchezza delle differenze ma soprattutto come una scelta di equità. 
Per questo ho organizzato un incontro dibattito sul tema, mettere al centro delle nostre riflessioni ed azione per il territorio lo sviluppo della montagna” L’incontro si terrà a Torrebruna, antico borgo montano del vastese con 859 abitanti . Sarà l’Onorevole Amato a introdurre i lavori nella sede della comunità montana alle 16.30 di venerdì 6 novembre .
Ho voluto che fosse Borghi ad intervenire sul tema –  spiega la Amato –  soprattutto la sua competenza in materia ritenendo sia una voce autorevole:   “Grazie alle tante battaglie fatte, l’Europa ha riconosciuto la specificità montana e quindi nello sblocco dei vari Psr in atto in questi mesi ci saranno misure importanti per lo sviluppo rurale, e va in questa direzione il protocollo che abbiamo siglato con il Ministero delle Politiche Agricoli, Alimentari e Forestali. La Strategia Nazionale Aree Interne attiverà quasi 1 miliardo di euro nei prossimi anni,che ricadranno quasi tutti in montagna. 
E per tutti, il collegato ambientale innesca la strategia nazionale delle green communities, il Piano Nazionale Rurale, il pagamento dei servizi eco sistemici e la nascita delle “oil free zone” che esalteranno la capacità della montagna di produrre energia rinnovabile. Tutto questo si cala su un’armatura istituzionale fragilissima, fatta di comunità montane chiuse o allo stadio larvale, di province svuotate e in metamorfosi come aree vaste, di comuni piccoli e piccolissimi lasciati spesso a sé stessi, con il loro problemi quotidiani. 
E’ per questo che è urgente la loro condensazione istituzionale, nella maniera corretta che il Presidente Mattarella ha indicato.” (Enrico Borghi) ”
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