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Rapina al furgone portavalori: Sciusco e Caputo condannati a 14 e 12 anni

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VASTO. Si è concluso il 6 novembre scorso, presso il tribunale di Vasto, il secondo processo della rapina compiuta da un commando armato, nel dicembre 2012 tra i caselli di Vasto nord e Vasto sud sull’autostrada A14, ad un furgone portavalori della società «Aquila» di Ortona. 
Il collegio, composto dai magistrati:  Bruno Giangiacomo, Italo Radoccia e Fabrizio Pasquale, ha condannato Vincenzo Sciusco a 14 anni di reclusione e Leonardo Caputo a 12 anni. Il primo, 45 anni di Cerignola (Foggia), in custodia cautelare in carcere, Caputo, 38 anni, anche lui di Cerignola, è agli arresti domiciliari. 
I due componenti della banda sono stati arrestati nel giugno 2014 a Cerignola, grazie alle tracce di Dna trovate sui passamontagna utilizzati e abbandonati in un’auto usata per la rapina. Il processo si è celebrato con rito abbreviato. Pertanto le condanne sono state ridotte. Per Vincenzo Sciusco la condanna sarebbe stata di 21 anni è stata invece ridotta a 14. Per Leonardo Caputo la condanna è stata di 12 anni invece di 18. 
LA RAPINA. Nel dicembre 2012, il gruppo armato, a bordo di tre auto ha esploso decine di colpi contro il blindato, costringendo i tre vigilantes a fermare il mezzo, scendere e sdraiarsi a terra. Nel frattempo altri malviventi hanno bloccato alcune auto in transito facendosi consegnare le chiavi dai conducenti, per poi gettarle nella campagna circostante. 
Due componenti del gruppo, sono saliti sul tetto del furgone portavalori, con cesoie da carrozziere hanno praticato un foro nella botola, sono entrati nel caveau e hanno prelevato le sacche con il denaro, 600 mila euro. 
Hanno percorso 4 km a bordo delle loro tre auto, che hanno abbandonato e dato alle fiamme, cospargendo la sede stradale di chiodi. Sono poi scappati a piedi fino alla strada provinciale 181. Qui due automobilisti sono stati fermati e derubati dei loro mezzi con cui i rapinatori sono ripartiti verso sud. 
A San Salvo sono stati abbandonati i due veicoli per il cambio di mezzi. In via San Giuseppe, furono lasciati in un garage 50mila euro, probabilmente la ricompensa per chi ha fornito loro il punto d’appoggio, e la fuga su un furgone fino a Montefalcone del Sannio (Campobasso), dove una volta intercettati hanno abbandonato parte del bottino, due fucili a pompa, un kalashnikov e diversi passamontagna. Proprio i dati del proprietario del furgone hanno consentito i primi arresti.
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