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Morì in un incidente all'uscita da scuola, dopo 8 anni perizia da rifare

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VASTO. Si ricomincia da capo con una nuova perizia. La Corte d’appello dell’Aquila ha disposto il rifacimento della perizia sull’incidente stradale che il 24 maggio 2007 costò la vita ad uno studente di San Salvo, Stefano D’Adamio. Indispensabili a giudizio della Corte nuovi accertamenti sulla dinamica. La decisione è stata presa in accoglimento delle richieste del difensore del presunto responsabile, S.D.R., 40 anni, l’avvocato Marisa Berarducci.
«In primo grado i giudici del tribunale di Vasto avevano condannato il mio cliente ad un anno e 4 mesi di reclusione ma ci sono molti passaggi da chiarire. La nuova perizia servirà a questo», ha detto la Berarducci. Una decisione amara per Eliana Passucci di San Salvo, la mamma del ragazzo morto nell’incidente. Stefano aveva solo 17 anni. Le prime indagini e le perizie appurarono che la guida dell’automobilista finito contro il motorino del figlio fu imprudente. Ma ora questo particolare viene rimesso in dubbio.
La storia cominciò il 27 maggio 2007 quando avvenne la tragedia. Stefano frequentava il liceo tecnologico Mattei di Vasto. Quel giorno era appena uscito da scuola. Salì in sella alla sua moto, un’Aprilia 125 per tornare a casa. Con lui c’era un amico. L’incidente si verificò alle 12,45, dopo poche centinaia di metri, all’incrocio con via Mattioli, davanti alla farmacia Giovannelli. La moto del ragazzo finì contro la parte anteriore di una Ford Mondeo che proveniva da via De Gasperi. Stefano D’Adamio morì sul colpo.
paolacalvano@vastoweb.com

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