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Dissesto idrogeologico e sanità, Febbo: promesse mancate

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PESCARA. “I fondi per il dissesto idrogeologico non ci sono e lo stesso D’Alfonso ha dovuto ammetterlo mentre la Sanità è nel caos e invece della coccole stanno arrivando gli schiaffi”. E’ quanto dichiara il Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febbo durante una conferenza stampa tenuta questa mattina a Pescara.
“Siamo sconcertati dal comportamento di questo Presidente – sottolinea Febbo – che continua a girare l’Abruzzo, ieri in elicottero, oggi in macchina e domani chissà, forse in ape, per promettere finanziamenti e interventi. E’ accaduto per i fondi destinati agli interventi contro il dissesto idrogeologico: noi avevamo denunciato che quelle risorse pari a circa 29 milioni di euro non c’erano, come confermato dalla lettera inviata del direttore del Servizio ai Sindaci, ma il sottosegretario Mazzocca aveva dichiarato che i fondi c’erano e che i problemi erano stati creati dal centrodestra dimenticando però di dire la verità. 
Lo stesso D’Alfonso si è dovuto arrendere di fronte all’evidenza e proprio ieri ha firmato una lettera nella quale si legge chiaramente che “non è possibile mettere nella disponibilità dei Comuni le risorse del FSC (Fondo Sviluppo e Coesione) che devono essere necessariamente destinate alla copertura in Bilancio delle spese sostenute nell’ambito dell’Asse III del Por Fesr 2007/2013 per incarichi conferiti ad Abruzzo Engineering”. Quei fondi per il dissesto sbandierati ai 4 venti non c’erano e non ci sono. Adesso mi aspetto una tempestiva risposta di Mazzocca”.   “Mentre le promesse non vengono mantenute e l’Abruzzo è sempre più la Regione delle retromarce – aggiunge il Consigliere di Forza Italia – devo denunciare le grosse criticità che emergono anche nella Sanità. Intanto continua una gravissima e sconcertante azione di censura da parte del Presidente visto che la Delibera di Giunta, approvata il 10 novembre 2015, con la quale viene nominato il nuovo direttore della Asl Lanciano-Vasto-Chieti non è stata ancora pubblicata e non è assolutamente visibile (sono passati 16 giorni!). Tra l’altro non è stata inoltrata neanche al sottoscritto che è Presidente della Commissione di Vigilanza. Intanto il Direttore pro tempore Flacco, insediatosi dopo le chiacchierate dimissioni di Zavattaro, continua a firmare gli atti sui quali si nutrono seri dubbi di legittimità”.   “Altra nota dolente è costituita dai Punti nascita – riprende Febbo – sui quali sono intervenuti 6 consiglieri di maggioranza (Mariani, Pietrucci, Monticelli, Gerosolimo, Olivieri e Di Nicola) che con una lettera al Presidente/Commissario ad acta evidenziano come l’11 novembre scorso il Ministero della Salute è tornato a esprimersi sulla questione con un Decreto che conferma di fatto la possibilità di deroga. Con il nuovo decreto in sostanza si affida al Comitato percorso nascita nazionale il compito di esprimere un parere sulle richieste di deroga avanzate dalla Regione e dalle Province di Trento e Bolzano. 
Il comitato avrà il compito di presentare la richiesta, analizzando il contesto altoatesino e trentino, con il suo territorio di montagna, le distanze e la presenza dell’elisoccorso. Questo vuol dire che il decreto Lorenzin elenca solo delle i direttive  di massima sulle quali però si può e si deve aprire una trattativa come abbiamo sempre sostenuto. In sostanza In Trentino hanno fatto quello che il gruppo di Forza Italia chiede da mesi, ovvero una nuova e più puntuale analisi di tutto il percorso ad opera del Comitato regionale nel quale erano stati inseriti, con nostra grande soddisfazione, la dottoressa Mucci e il dottor Malvezzi. Quel comitato si è riunito una volta sola, il 27 maggio, ma non ha mosso nessuna valutazione nel merito venendo meno alle indicazioni arrivate dal Consiglio regionale”.
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