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Emodinamica al San Pio, la città chiede al nuovo anno la sala salva vita

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VASTO. Chissà che il 2016 non sia l’anno buono per la tanto attesa emodinamica al San Pio. A raccontare la necessità dell’impianto è una frase del deputato del Pd, nonché medico, Maria Amato. “L’emodinamica, a Vasto: un diritto, un miraggio”.   “E’ la rete cuore dell’Emilia Romagna, quella che in Italia con Toscana e Veneto funziona da più tempo e meglio. Guardando la provincia di Chieti dove la Cardio è al Clinicizzato di Chieti io a Vasto la Emodinamica me l’aspetto”, scrive la parlamentare descrivendo altre situazioni critiche da risolvere a Vasto e in altre regioni. 
“La sicurezza del paziente è nel tempo in cui si interviene, nella efficienza delle macchine, nella esperienza dell’ operatore e un po’ anche nelle sue ore di sonno”, scrive il deputato che è anche e soprattutto un medico. “La rete cuore è la riorganizzazione piu’ urgente per la nostra regione. L’emodinamica a Vasto un diritto che è un miraggio”. Per molti cittadini è una grande ingiustizia che racconta la poca considerazione in cui è tenuto il Vastese da almeno 10 anni. Nel 2012 sembrava cosa fatta  «L’ospedale San Pio avrà una sala di emodinamica perfettamente funzionante», aveva garantito Francesco Zavattaro. I tempi di realizzazione del nuovo agognato reparto e i costi (4 milioni di euro) erano stati fissati dal direttore generale della Asl nel corso di una visita in città. A distanza di quattro anni l’emodinamica a Vasto è ancora una chimera. Nel 2015 molti pazienti sono stati costretti a spostarsi a Chieti. «Ancora una volta le promesse non sono state mantenute», protestano le famiglie dei malati costrette a costose trasferte. «Che senso ha avere due sale di emodinamica nell’area Chieti-Pescara e lasciare il Vastese scoperto?», ha più volte rimarcato il presidente del consiglio comunale, Giuseppe Forte. 
paolacalvano@vastoweb.com

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