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Approvata la nuova legge sul rischio clinico, Amato: nessun privilegio

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ROMA. Con 307 voti favorevoli e contrari SEL e M5S è stata approvata oggi alla Camera la legge sul rischio clinico per sistema pubblico e privato, sanitario e socio-sanitario e senza differenze tra i diversi esercenti le professioni sanitarie. “ Nessun privilegio, ma equilibrio. – afferma la parlamentare abruzzese del PD
Dopo il lungo lavoro della Commissione Affari Sociali e Sanità, le audizioni, le discussioni, la differente lente con cui sanità e giustizia guardano i problemi, il lavoro delicato e fruttuoso del relatore, On Federico Gelli, consegniamo al Senato  – precisa la Amato – un testo per cui gli operatori saranno perseguibili per colpa grave solo se non rispetteranno le linee guida scientifiche validate dal Ministero della salute.”
I pazienti saranno facilitati nel percorso di riconoscimento del danno e quindi di indennizzo grazie alla scelta, non semplice, della responsabilità contrattuale per le strutture a cui spetta l’onere di dimostrare che hanno ben operato e con prescrizione a 10 anni e della responsabilità extracontrattuale per gli operatori, con onere della prova per chi denuncia e prescrizione 5 anni.
La legge prevede il potenziamento del sistema del risk management, un lavoro da parte del Ministero della Salute di validazione delle Linee guida, gli audit clinici riservati e non utilizzabili per le indagini contribuiscono alla crescita di un sistema sanitario più sicuro per i cittadini in cui operatori più sereni tornino a fare scelte non per paura delle denunce ma per scelte di cura.
L’obbligo delle strutture ad assicurarsi sono l’altro elemento di equilibrio tra diritti dei pazienti e contributo all’atteggiamento difensivo degli operatori.
“Viene disegnato il profilo formativo dei periti medici legali e specialisti nella disciplina – sottolinea Maria Amato – competenti nella problematica alla base del contenzioso, e dei responsabili del risk management, dipendenti delle aziende con specifica formazione e pluriennale esperienza: non è più il tempo dei tuttologi. C’è molto altro in questa legge di iniziativa parlamentare che risponde alla necessità di una sanità sicura e di coraggio, una sanità che sia in primo luogo fatta nei luoghi di cura piuttosto che nei tribunali. Un testo  –  conclude – che riafferma la necessità di un saldo rapporto di fiducia tra il medico e il paziente in un sistema di cura in cui il lavoro è sempre più condiviso tra le diverse professionalità del sistema sanitario.
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