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Abuso dei mezzi di correzione, insegnante di San Salvo assolta

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SAN SALVO. Maestra di San Salvo assolta dai giudici della Corte d’Appello dell’Aquila che hanno confermato la sentenza di primo grado. La donna era accusata di abuso dei mezzi di correzione per aver cercato di far tacere un bimbo di due anni chiudendogli la bocca con il nastro adesivo. I genitori del piccolo avevano chiesto l’applicazione dell’articolo 571 del codice penale. Nei casi più gravi il codice prevede che la pena possa arrivare a sei anni di reclusione. Grazie alla determinazione del suo difensore, l’avvocato Raffaele Giacomucci e al gruppo di mamme che si è dichiarato solidale con lei, la Corteaquilana ha confermato la sentenza emessa in primo grado nel 2013. L’imputata è stata assolta.

La vicenda risale al 2009. Il piccolo aveva solo due anni. Il bambino era sempre stato tranquillo nè si era mai lamentato con mamma e papà del comportamento della maestra. Un giorno, però, un familiare dei genitori entrando a scuola, preoccupato  dal pianto del piccolo, decise di vedere cosa stesse accadendo in aula. Il testimone ha rivelato di avere visto la maestra che strattonava il piccolo e si accingeva a chiudergli la bocca con lo scotch. La maestra è finita nei guai. Per anni ha negato e giurato di avere solo avvicinato il nastro adesivo alla bocca del piccolo senza tuttavia avere alcuna intenzione di utilizzarlo. Ora è finito l’incubo. 

 

paolacalvano@vastoweb.com

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