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Giallo dell'osso a Torino di Sangro, l'omero non è di un essere umano

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TORINO DI SANGRO. Non è un osso quello trovato il 5 febbraio  da un cane alla periferia di Torino di Sangro. L’omero è stato affidato ad un perito. Sarà lui  raccontare la verità. Cancellata quindi l’ipotesi dello scheletro  risalente al 1945 e appartenente ad un militare ucciso durante un conflitto bellico. La domanda a questo punto è, ma a chi appartiene quell’osso? Viste le condizioni in cui è stato ritrovato  potrebbe essere rimasto sepolto per parecchi anni, forse secoli. Il più curioso di conoscere la verità è proprietario del cane, ma non solo lui. La bestiola che l’ha ritrovato invece ignora quello che ha provocato il suo gesto. Il cane ha scoperto l’osso per caso, l’ha afferrato ed è tornato verso il padrone pensando di poter giocare. L’uomo ha tolto di bocca l’osso al cane e ha notato quanto fosse strano quell’osso. Ha pensato si  trattasse di un osso umano e per questo  ha subito avvisato il 112. Il reperto è stato affidato ad un perito. Attraverso analisi sofisticate compiute in un istituto di medicina legale di Chieti sarà possibile capirci qualcosa di più. Di sicuro, a parere degli esperti, non poteva essere lì da molto tempo. In quel punto del paese passano molte persone. Quell’angolo di periferia è battutissimo, durante tutte le ore della giornata: c’è un continuo andirivieni va e viene e ci sono anche le decine di persone che passeggiano con i loro animali. 

Le indagini  sono solo all’inizio e per il momento il riserbo è massimo.

paolacalvano@vastoweb.com

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