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M5S: gestione rifiuti a Vasto, i costi a carico del cittadino sono alti

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VASTO. Ha richiamato diverse persone ieri pomeriggio nella sala convegni degli ex Palazzi scolastici l’incontro “Ecomafie e veleni in Abruzzo, una storia mai raccontata”. L’iniziativa organizzata dall’europarlamentare del Movimento cinque stelle Daniela Aiuto ha evidenziato che ogni italiano produce 500 chili all’uanno di rifiuti. E’ stato il 1970, l’ultimo anno in cui il consumo dell’uomo è stato pari alle risorse terrestri e l’overshoot day è stato il 31 dicembre. Col passare degli anni questo rapporto è sempre più sproporzionato, con il risultato che l’Overshoot Day ricorre sempre prima: l’anno scorso si è celebrato il 19 agosto, mentre appena 15 anni fa era agli inizi di ottobre. 
Massimo De Maio tra i relatori del convegno parlando del modo in cui è possibile evitare gli imballaggi che costituiscono il 40% dei rifiuti urbani ha citato la sua esperienza americana e la visita di un Supermercato a Corvallis, in Oregon. In molti reparti si trovano prodotti venduti senza imballaggio. 
Per alcuni è prevista una trasformazione istantanea. De Maio ha inoltre citato il Comune di Cave (Roma) dove alla mensa scolastica, piatti e posate in plastica usa e getta sono stati sostituiti da piatti e posate lavabili. Ogni giorno circa 1.600 piatti e 2.400 posate in plastica non finiranno più nella pattumiera, ma in una lavastoviglie industriale acquistata dall’amministrazione comunale. I soldi prima impiegati per l’acquisto di materiale usa e getta, sono ora utilizzati per i costi  del personale addetto alla raccolta di piatti e posate e relativo lavaggio. 
Ludovica Cieri, candidata sindaco a Vasto ha invece affrontato la questione gestione rifiuti in città. Da un’analisi fatta da un tavolo di lavoro del M5S è emerso che i costi a carico del cittadino sono alti. Il sindaco Lapenna nel programma elettorale del 2011 si era impegnato a raggiungere il 70% di raccolta differenziata prima della fine del suo secondo mandato. I dati mostrano da un lato il mancato raggiungimento di questo obiettivo, dall’altro il progressivo ed ingiustificato aumento della tassa dei rifiuti. “
“Attraverso alcuni articoli di stampa o denunce –ha dichiarato il consigliere regionale Pietro Smargiassi-è stato dimostrato che il fenomeno delle ecomafie o delle discariche abusive con tutti i rischi connessi ci sono all’interno di questa regione. Aver dimostrato come attraverso una denuncia e un documento presentato sul blog di Beppe Grillo l’Abruzzo segnala con una sentenza della Corte europea la presenza di almeno 28 discariche abusive pericolose, da attenzionare,  per le quali si pagherà una multa di 200 mila euro l’anno. Abbiamo dimostrato che il problema è presente anche in questa regione e che comunque sarà necessario attraverso l’Agir che nasce per essere un’agenzia di gestione rifiuti istituita dalla Regione Abruzzo, ma che poi di fatto non è mai partita. Al momento ci sono ancora tredici consorzi che gestiscono i rifiuti in Abruzzo, di cui uno solo pubblico, che è quello del Civeta. 
Quindi ci si domanda – conclude Smargiassi-come mai l’Agir non parte. Come mai il Civeta, uno consorzio di natura pubblica,  è messo in discussione dalla Regione Abruzzo attraverso un commissariamento. Come mai i rifiuti ad oggi sono messi in discussione in questa regione. Le discariche sono in difficoltà per vari motivi. Ci si chiede se non si finisca poi così come la sanità, con una direzione che a noi non piace, che è quella di natura privatistica. E’ fondamentale dimostrare la correlazione tra causa ed effetto. Perché se ci sono delle discariche in alcune zone, come Bussi per esempio, e in quell’aria viene dimostrato che c’è un aumento di tumori, allora è chiaro che uno strumento come il registro tumori, da me istituito su mia proposta che oggi è realtà, è importante”. All’incontro hanno preso parte tra gli altri  gli europarlamentari Daniela Aiuto e Ignazio Corrao e Paolo De Chiara giornalista e autore del libro “Il veleno del Molise”.
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