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Consorzio bonifica sud: Pepe, avviato da noi il risanamento dell'ente

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VASTO. Ieri gli agricoltori hanno protestato davanti alla sede del Consorzio di Bonifica Sud di Vasto. Ad organizzare il sit-in sono stati Cia, Copagri e Confagricoltura che hanno ribadito il no agli aumenti del 57 % del canone consortile 2016. 
Nel documento, dopo la disamina delle motivazioni che avrebbero portato alla condizione attuale, Coldiretti chiede «non superficialità e qualunquismo» ma «coerenza e correttezza» per risolvere il problema con «grande senso di responsabilità e un forte impulso innovativo».
Nel documento Coldiretti Chieti elenca una serie di proposte operative che permetterebbero nell’arco di un quinquennio il risanamento del Consorzio garantendo un servizio irriguo efficiente sia ai produttori agricoli che all’industria e ai comuni del comprensorio
“La giunta regionale, sin dall’insediamento, è intervenuta con decisione sul risanamento del Consorzio di Bonifica Sud. Le uniche vittime di questa drammatica situazione sono gli agricoltori abruzzesi. Pensando unicamente al loro interesse, il Governo regionale ha avviato i provvedimenti necessari”. Lo ha detto l’assessore alle Politiche agricole, Dino Pepe, alla luce delle annunciate proteste delle organizzazioni professionali agricole, Cia, Copagri e Confagricoltura, contro l’aumento del canone consortile imposto dall’ente. 
“Tutti sono ampiamente coscienti e consapevoli della gravità della situazione in cui versa il Consorzio di Bonifica sud. Alla gestione dissennata – ha sottolineato Pepe – si è aggiunta la totale mancanza del necessario controllo sui conti e sull’accumulo smisurato di debiti del Consorzio. La grave situazione debitoria creata dalle gestioni antecedenti al commissariamento dell’ente, ha portato il Consorzio sull’orlo del fallimento”. “La Regione ha messo in campo ogni strumento per avviare il difficilissimo risanamento. Si è proceduto al commissariamento e al successivo licenziamento del direttore. Inoltre – prosegue Pepe – con impegno sono stati recuperati fondi importantissimi per la realizzazione della Diga di Chiauci che, come è noto, erano stati persi per inefficienza della gestione del consorzio. 
A tal proposito va rimarcato come la scellerata gestione dell’ente abbia causato la perdita di un finanziamento di oltre 7 milioni di euro concessi dal Ministero dell’Agricoltura per l’ammodernamento della rete irrigua nel comprensorio del Sangro. Abbiamo, nei limiti della drammatica situazione – osserva ancora Pepe – condiviso con i portatori d’interesse le linee guida per il risanamento, che sono state messe in atto dal Commissario Giampiero Leombroni e portate avanti dal dott. Mastrangelo, con particolare riferimento alla gestione degli impianti irrigui, al completamento della Diga di Chiauci e alle problematiche relative al pagamento delle mensilità arretrate del personale dipendente, il quale, nonostante le difficoltà e la mancata retribuzione, porta avanti con impegno il lavoro necessario”. 
“Nella drammatica ipotesi di bancarotta, infatti, gli agricoltori avrebbero dovuto far fronte direttamente alle pesanti perdite di bilancio – spiega l’assessore alle Politiche agricole -. Per evitare di addebitare agli incolpevoli agricoltori le responsabilità altrui, si è reso necessario un aumento cospicuo del canone consortile, tra l’altro non aggiornato da oltre un decennio a fronte di costanti aumenti degli oneri necessari all’esercizio irriguo ed alle altre attività consortili. Le responsabilità dell’aumento vanno ricercate solo ed esclusivamente nelle scelte scellerate delle gestioni precedenti”. L’assessore Pepe ha concluso richiamando ancora una volta tutti a “un esame di coscienza e a un atteggiamento responsabile di fronte alla grave situazione debitoria del Consorzio”, tenendo conto “della temporaneità dell’aumento del prelievo tributario, con l’obiettivo di ridurlo appena possibile, e soprattutto – conclude Pepe – nell’ottica del riallineamento tecnico del catasto consortile, finalizzato ad una più veritiera ed equa ripartizione dei canoni consortili”.
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