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Marconato e l'esperienza da allenatore con i ragazzini 2009-2010 del Cupello Calcio

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CUPELLO. Non solo portiere e aiuto allenatore portieri anche allenatore insieme a Massimo Baiocco dei ragazzini 2009-2010 del settore giovanile del Cupello Calcio. Massimo Marconato è alla sua prima esperienza come trainer: “All’inizio era difficile perchè non conoscendoli era più complicato spiegare determinati esercizi. Dopo un pò che ci lavori insieme oltre ad apprendere tanto lorosi instaura anche un certo rapporto confidenziale e si capisce quando bisogna fare una cosa o non”.
“Fratelli maggiori o secondi papà per questi ragazzini. Vengono a chiedere cose anche al di là del fattore calcistico?”. “Si (sorride ndr). E’ normale alla fine… però sono abituato. Ho mio figlio che è un 2006 e quindi mi ritengo “collaudato” (sorride ndr)”.
“Vengono a vederti giocare in Eccellenza o ti fanno qualche rimprovero sulle partite?”. “Rimprovero vero e proprio no però mi dicono e sottolineano quando ho preso o non preso goal e se secondo loro sono stato bravo o meno. E’ bello perchè seguono anche la prima squadra e io, come poi Daniele Avantaggiato o Vincenzo Benedetti, siamo per loro un esempio e questo regala belle soddisfazioni. Secondo me una formula che funziona bene, un plauso alla società che continua a crederci e protarla avanti”.
“Massimo Marconato dà una mano anche ai preparatori dei portieri”. “Si quando sono assenti durante la settimana prendo in carico Tascione e Stivaletta e lavoro un pò con loro”.
“Ai ragazzini che alleni dai dei consigli più buoni per diventare un portiere o in generale?” “Consigli veri e propri no. Loro ora si devono divertire però determinate situazioni soprattutto a livello coordinativo vanno viste cosi come insegnare a stare in gruppo poi se uscirà un bravo portierino o giocatore meglio ancora ma per ora devono solo divertirsi lo ripeto”.
“La parte che i tuoi ragazzi preferiscono di più dell’allenamento?”. “La partita finale e i rigori”.
“Ai rigori si mette in porta Massimo Marconato?”. “No no assolutamente (sorride ndr). Si mettono loro a giro”.
“Quante volte ci si trova a dover chiudere un occhio perchè i bambini spesso la vogliono aver vinta?”. “Dargliela vinta no. Devono capire determinate situazioni. Quando capita si prendono da parte e senza dare nell’occhio a bassa voce si chiacchiera con loro perchè cominciano già a capire”.

tizianasmargiassi@vastoweb.com

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