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Per la lotta all'inquinamento la Regione ha appaltato interventi per 46 milioni di euro

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PESCARA. Una task force che coinvolga la polizia municipale dei Comuni che si affacciano sulle aste fluviali della regione e gli uffici tecnici degli stessi Comuni, così da avere una mappatura certa del numero e della localizzazione delle fosse Imhoff, che rappresentano una delle maggiori cause di inquinamento dei fiumi e, quindi, delle acque del mare. 
La proposta è stata lanciata dal presidente della giunta regionale Luciano D’Alfonso, durante un incontro con il segretario regionale della Cna Balneatori Cristiano Tomei. Nei prossimi giorni si comincerà con la convocazione dei Comuni dell’asta fluviale del Pescara. 
“A oggi – ha spiegato D’Alfonso – molte amministrazioni comunali, soprattutto quelle dei centri più piccoli, non hanno neppure idea di quante fosse Imhoff siano presenti sui propri territori, per una serie di circostanze che si trascinano da decenni. 
E questo crea, di conseguenza, enormi problemi sulla loro gestione corretta, con gli interventi previsti dalla legge che spesso non vengono eseguiti”. Per D’Alfonso, inoltre, è indispensabile coinvolgere in questa iniziativa anche gli ordini e i collegi professionali “affinché, nei progetti di nuovi edifici in zone rurali, si adottino – ha aggiunto – tutti gli accorgimenti possibili per evitare la costruzione di fosse Imhoff, privilegiando interventi volti al collegamento con i collettori fognari”. 
Per la lotta all’inquinamento la Regione ha appaltato recentemente interventi per 46 milioni di euro sugli impianti di depurazione, mentre nel MasterPlan è previsto un ulteriore stanziamento di 200 milioni di euro.
redazione@vastoweb.com

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