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Migrazione e volontariato, i temi del seminario al “F. Palizzi” di Vasto

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VASTO. “Gli sviluppi più recenti del processo d’ integrazione europea. Uno spazio di giustizia e di diritti fondamentali basato sulla reciproca fiducia” è il titolo del seminario che si è tenuto questa mattina presso l’Istituto Tecnico Commerciale “F. Palizzi” di Vasto. L’iniziativa è stata organizzata dall’ Europe Direct Chieti, in collaborazione con l’Arci  ed il Comune di Vasto. Sono intervenuti l’assessore alle politiche giovanili del comune di Vasto Anna Suriani, il dirigente scolastico Gaetano Luigi Fuiano, la responsabile del Centro d’informazione Europe Direct Chieti Annalisa Michetti, il responsabile Punto Europe Direct Vasto Lino Salvatorelli, un rappresentante dell’Associazione Melt Pot Europa Nicholas Tomeo,  la presidente dell’Associazione MeD – Mari e Deserti Lucia Valori, una volontaria dell’Arci Lidia Carlucci e la responsabile Immigrazione Arci Nazionale Sara Prestianni.
L’incontro si è focalizzato su una tematica d’importanza capitale considerato il momento storico in cui viviamo. Ci si è concentrati sull’immigrazione da una prospettiva che non è quella del rifiuto e del pregiudizio imperante, bensì quella dell’accoglienza e dell’ospitalità, anche sotto il profilo della legislazione internazionale. È stato spiegato che in tutto il territorio europeo sono presenti dei centri di informazione comunitaria, sui quali la commissione europea si appoggia al fine di ridurre le distanze fra l’”entità Europa” sentita sempre più lontana e le singole città che di essa hanno bisogno. In Italia sono presenti cinquanta centri Europe Direct, di cui tre solo in Abruzzo.
È necessario aprirsi all’altro, al diverso, mettendo da parte stereotipi e preconcetti, cercando di trarre il più possibile dallo scambio di saperi e di vite che ci sta attraversando; questo è il messaggio che è passato, un messaggio che vuole essere di speranza e di consapevolezza, di volontà di comprendere per poter poi essere utili, senza abbandonarsi al chiacchiericcio sterile che non giova a nessuno.
Nel mondo circolano ben trenta milioni di italiani, spiega Salvatorelli, per cui la migrazione dev’essere considerata un fenomeno antico. “Ogni volta che viaggiamo siamo migranti; quella di “migrante” non è un’etichetta che dobbiamo attribuire solamente allo straniero rifugiato” – spiega poi Tomeo, elencando le complicate procedure attraverso cui una persona cerca di accedere all’iter di riconoscimento della protezione internazionale.
L’associazione Mari e Deserti – ha poi spiegato la presidente Valori – si prefigge la conoscenza della cultura e delle tradizioni dell’area del Mediterraneo, culla di antichissimi conflitti e sede di attuali battaglie, ma anche luogo di interesse condiviso e di multiculturalità. “L’intento è quello di abbattere lo stereotipo, motivo di grande divisione che affligge la visione occidentale dell’altra sponda del mare”.
Hanno poi esposto le proprie esperienze Lidia Carlucci, operatrice di accoglienza e Sara Prestianni da anni impegnata con l’Arci Nazionale. La prima ha spiegato le due fasi che si susseguono dopo lo sbarco dei migranti sulle coste italiane, la seconda ha esposto in termini numerici il problema della chiusura delle frontiere, attraverso la costruzione di “muri” innalzati in Europa nell’ultimo anno. Un triste e discutile tentativo di arginare un fenomeno che assume dimensioni sempre più grandi.
Sara Del Vecchio

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