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Masterplan, il pensiero critico di Massimo Desiati

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VASTO. “Ricordiamo tutti l’enfasi con cui fu dato l’annuncio dell’approvazione del Piano Regolatore del Porto commerciale Punta Penna. Ne fummo in parte soddisfatti, nella misura in cui, dotando il bacino portuale di tale strumento, al contrario degli altri porti abruzzesi, sull’infrastruttura sarebbero potuti ricadere i finanziamenti per le necessarie ed indispensabili opere di messa in sicurezza e di riqualificazione. Anche tra gli operatori economici si alimentò una qualche speranza, nella convinzione che, essendo quello di Punta Penna l’unico porto con un Piano regolatore approvato, i primi finanziamenti utili, riguardanti i porti, sarebbero stati appostati proprio sul bacino portuale di Vasto. Invece, dalla lettura del Masterplan Abruzzo – Patto per il Sud, si viene a scoprire che, dei progetti che verranno finanziati, quello relativo al Porto di Punta Penna riguarda soltanto il collegamento con la rete ferroviaria nazionale e la zona industriale. E questo la dice lunga circa il rapporto, all’interno del centrosinistra, tra i diversi livelli istituzionali. Sono, invece, appostate importanti somme per altro porto abruzzese che non ha ancora un Piano Regolatore. Si pensi ai 44 milioni e mezzo, per il porto di Ortona, finanziamento con il quale è previsto il completamento di infrastrutture con opere di dragaggio, prolungamento diga sud, binario sulla banchina e raccordo tra lo scalo e il casello A14. In definitiva, mentre per il Porto di Vasto finanziamenti disponibili sarebbero potuti essere anche subito spendibili, per altri bacini portuali no. Con buona pace di chi ritiene di poter attendere allo sviluppo economico del nostro territorio”.
Così, in una nota stampa, Massimo Desiati.

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