vastoweb.com - Portale di informazione su Vasto e Abruzzo. Commercio, Servizi, Turismo.

Ospedale di Vasto: infermieri sull’orlo di una crisi di nervi

Più informazioni su

VASTO. Enrico Del Villano dirigente provinciale di NurSind il sindacato provinciale degli infermieri interviene in merito al servizio di guardia attiva H24 medica , infermieristica e Tsrm. che dal 1 giugno si dovrebbe attivare all’Ospedale di Vasto. “Dico sembra –spiega Enrico Del Villano Dirigente Provinciale di NurSind, il sindacato infermieristico – perché ad oggi ancora non sappiamo se si attiverà e con quali modalità, con grande apprensione degli operatori sanitari interessati. Gli sviluppi sul servizio e le problematiche connesse sono diverse e non di repentina soluzione. Come ogni anno nel periodo estivo si accentua la carenza di infermieri nell’Ospedale di Vasto e negli altri ospedali della Asl Lanciano Vasto Chieti.

L’Azienda, in odore di commissariamento per i debiti accumulati, ha proposto diversi giorni fa, misure organizzative per ottimizzare le risorse assistenziali per il periodo estivo. Queste misure consistono nell’accorpamento di Geriatria , Medicina e Lungodegenza con moduli di assistenza di 10 posti letto per un totale di 30 posti flessibili e nell’attivazione di guardia attiva H24 in Sala Operatoria , Punto nascita , Pediatria e Diagnostica per Immagini.

La guardia attiva sarebbe necessaria per “mettere in sicurezza il punto nascita” , di notte appunto dovrebbe esserci in servizio e non in reperibilità, l’anestesista , il pediatra , il medico radiologo, mentre il personale sanitario quindi infermieri e Trsm in turni notturni ma in numero giusto per garantire assistenza adeguata e in sicurezza degli eventuali utenti pazienti.

Da nostre fonti invece – continua del Villano – manca personale infermieristico, tecnico Tsrm e i medici pediatri e che l’accorpamento proposto delle Uu.Oo non si farà, per cui come si dovrebbe attuare la sicurezza del punto nascita? Le Ostetriche che devono cominciare a “strumentare”, come e con quali modalità se non lo hanno mai fatto, gli infermieri arrivati nel Blocco Operatorio in seguito all’avviso sono in numero inferiore a quello previsto e sono ancora “in affiancamento” da colleghi esperti. In una U.O. come il blocco operatorio per formare il personale infermieristico ci vuole tempo, come si garantirà la sicurezza dei pazienti se il personale non è ancora addestrato? Il personale infermieristico è già carente in questo presidio durante il resto dell’anno, figuriamoci con l’estate,  il problema diventa drammatico – continua Enrico Del Villano – dal 1° giugno al 30 settembre di ogni anno quando ci sono le ferie estive che devono essere garantite agli infermieri per il recupero psico-fisico con un piano che ad oggi non sappiamo se e come verrà attuato , non sappiamo che turno avranno i colleghi dal 1 giugno perché si è ancora in attesa.

Ricordo che i turni devono essere comunicati con congruo anticipo secondo la sentenza della Cassazione Sezione Lavoro n. 12962 del 21 maggio 2008, in modo da consentire ai dipendenti la programmazione del tempo libero. Comunque con queste dotazioni organiche si rischia di avere infermieri sempre più stanchi , sempre più stressati e magari in burnout”- continua il dirigente provinciale – “fronteggiare carichi di lavoro sempre più pesanti e senza personale di supporto in queste condizioni è molto rischioso per i pazienti e per gli stessi operatori. Allora perché non procrastinare l’inizio a dopo l’estate in modo da programmare e ottimizzare il tempo per l’addestramento degli infermieri , reclutare il personale mancante e non per ultimo , per i medici arrivati da poco o che dovrebbero arrivare, ambientarsi nel contesto lavorativo?”.

Più informazioni su